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Il testo definitivo del regolamento attuativo del Codice Appalti

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E’ stato approvato dal Consiglio dei Ministri del 21 dicembre scorso, il nuovo revolamento ex art. 5 del D.Lgs. n. 163/2006. Il regolamento approvato è stato adeguato al parere del Consiglio di Stato n. 3262 del 17 settembre 2007 ed entrerà in vigore, ai sensi dell’articolo 253, comma 2 del Codice dei contratti, 180 giorni dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Il testo (modificato rispetto alla precedente versione del mese di luglio composta da 363 articoli) ha 358 articoli ai quali occorre aggiungere 14 allegati. Andrà a sostituire integralmente il precedente regolamento di cui al DPR n. 554/1999.

Sicurezza, lavori pubblici, ambiente, finanza di progetto, livelli di progettazione e abolizione della legge Merloni al centro del nuovo Regolamento.

I piani di sicurezza nei cantieri dovranno essere sottoposti a verifica obbligatoria, prima di ogni gara, da parte di strutture tecniche accreditate. Viene dato un notevole giro di vite sul lavoro irregolare, più esposto agli incidenti: il documento unico di regolarità contributiva (Durc) dovrà essere prodotto in tutte le fasi dell’appalto: qualificazione, aggiudicazione, firma del contratto e collaudo. Chi non è in regola non partecipa alle gare e può subire la risoluzione del contratto. Le casse edili verificheranno se il numero dei lavoratori regolari dichiarati nei cantieri è congruo. In caso contrario la stazione appaltante può risolvere il contratto d’appalto. Nel caso di inadempienze contributive e retributive dell’impresa ogni stazione appaltante provvede a versare contributi e stipendi ai lavoratori, rivalendosi sul denaro che spetterebbe all’appaltatore.

Aumenteranno i controlli sul sistema di qualificazione, per evitare che al mercato delle opere pubbliche partecipino imprese a rischio. La norma è stata decisa per evitare che, come è successo in passato, le imprese falsifichino i propri requisiti per accreditarsi come capaci di eseguire anche grandi lavori. Il Regolamento contiene una stretta sia sugli organismi che attestano e accreditano le imprese (le SOA) sia sugli operatori: sono previste sanzioni pecuniarie consistenti per le irregolarità (tra le sanzioni sono previste la revoca delle autorizzazioni e delle attestazioni e l’esclusione dal mercato).

Fanno ingresso anche in Italia le procedure telematiche negli affidamenti, che consentono di partecipare alla gara tramite un computer.

Il dialogo competitivo è uno dei nuovi istituti che entrano nel mercato delle opere pubbliche, il cui Regolamento nella fase esecutiva è definito dal Codice; il dialogo competitivo è una procedura utilizzabile nelle opere particolarmente complesse, che consente alla stazione appaltante di acquisire il “know how” di imprese specializzate grazie a un confronto articolato e trasparente, che si conclude con la definizione della migliore soluzione da porre a base di gara. Vince la gara l’impresa che produce il miglior progetto preliminare. La stessa impresa fornirà i successivi livelli progettuali e provvederà all’esecuzione dell’opera.

E’ data maggiore flessibilità ai requisiti di qualificazione dei progettisti, che potranno utilizzare anche i servizi di ingegneria svolti per privati, certificati dai competenti ordini professionali. Agevolazioni anche per i consorzi, che potranno usufruire di agevolazioni tariffarie per la qualificazione.

Significativa l’innovazione legata alle preoccupazioni ambientali: per promuovere la divulgazione e la diffusione di tecnologie non invasive che consentono di operare nel sottosuolo senza alcuna, o con una ridotta, operazione di scavo in trincea è stata predisposta l’istituzione di una nuova categoria specialistica che concerne gli interventi a basso impatto ambientale. Nuove tecnologie evitano, per esempio, di “sventrare” il manto stradale delle città, salvaguardando così la scorrevolezza del traffico e limitando l’impatto acustico degli interventi.

L’introduzione della finanza di progetto in adattamento della disciplina per i lavori consentirà ai privati di proporre all’amministrazione progetti per servizi in grado di autofinanziarsi, di interesse pubblico ma a costo zero per l’amministrazione.

Il titolo II contiene una definizione più analitica dei livelli di progettazione, con particolare riferimento alle relazioni tecniche ed agli elaborati grafici; il titolo II contiene anche la regolamentazione della verifica del progetto da parte di strutture interne o esterne alla stazione appaltante.

Per ciò che riguarda l’appalto integrato, il nuovo Regolamento manda in pensione la legge Merloni (le cui norme continuano ad applicarsi agli appalti di progettazione ed esecuzione): il secondo decreto correttivo (Dlgs 113/2007) rimanda il nuovo istituto proprio al Regolamento, ma non prevede un regime transitorio che consente di applicare le disposizioni della legge Merloni (legge 109/1994) abrogate con l’art. 256 del Codice.

Riportiamo qui di seguito il testo:

Indice
Parte I – Disposizioni comuni
Parte II, Titolo I – Organi del procedimento e programmazione
Parte II, Titolo II – Progettazione e verifica del progetto
Parte II, Titolo III – Sistema di qualificazione e requisiti per gli esecutori di lavori
Parte II, Titolo IV – Modalità tecniche e procedurali per la qualificazione dei contraenti generali
Parte II, Titolo V – Sistemi di realizzazione dei lavori e selezione delle offerte
Parte II, Titolo VI – Garanzie e sistema di garanzia globale
Parte II, Titolo VII – Il contratto
Parte II, Titolo VIII – Esecuzione dei lavori
Parte II, Titolo IX – Contabilità dei lavori
Parte II, Titolo X – Collaudo dei lavori
Parte II, Titolo XI – Lavori riguardanti i beni del patrimonio culturale
Parte II, Titolo XII – Lavori eseguiti all’estero
Parte III – Contratti pubblici relativi a servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria nei settori ordinari
Parte IV – Contratti pubblici relativi a forniture e altri servizi nei settori ordinari
Parte V – Contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture nei settori speciali
Parte VI – Disposizioni transitorie e abrogazioni
Allegati

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