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La sanatoria per abusi edilizi non estingue le violazioni di antisismica

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La disciplina inerente alla definizione degli abusi edilizi si arricchisce di ulteriori sfumature giurisprudenziali: la Corte di Cassazione ha depositato la scorsa settimana una sentenza che possiede risvolti importanti, con particolare riferimento alla applicazione della normativa antisismica.

La sentenza in questione è la numero 42550, depositata dalla cassazione il 13 ottobre: attraverso essa i supremi giudici romani hanno precisato che la concessione in sanatoria (disciplinata all’articolo 45 del d.P.R. n. 380/2001, cioè il Testo Unico dell’Edilizia) non estingue le violazioni della normativa antisismica, ma solamente il reato di abuso edilizio.

Insomma la concessione in sanatoria non produrrebbe effetti nei confronti delle eventuali violazioni commesse in materia di normativa antisismica. Secondo la Cassazione il rilascio, da parte della singola amministrazione, della concessione in sanatoria al responsabile di un abuso edilizio, produce l’estinzione solo nei confronti dei reati contravvenzionali previsti dalle norme urbanistiche vigenti, non incidendo in alcun modo sulla disciplina antisismica.

A proposito di abusi edilizi e disciplina della sanatoria, leggi l’articolo sulla particolare situiazione della Regione Campania, intitolato Condoni edilizi: la legge regionale della Campania di fronte alla Consulta.

Infatti, le contravvenzioni relative alle costruzioni antisismiche (derivanti dagli articoli 94 e 95 del sopracitato Testo Unico dell’Edilizia) assumono una differente oggettività giuridica rispetto alla semplice tutela urbanistica del territorio assicurata dalle disposizioni che sanzionano giuridicamente l’assenza del permesso di costruire.

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