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Lavori pubblici, i tempi dipendono dalla lentezza delle p.a.

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L’efficienza delle pubbliche amministrazioni, ma anche la lentezza della burocrazia, incidono sui tempi di realizzazione delle  grandi opere pubbliche.

Tutto questo e` messo in luce da un rapporto elaborato dal Dipartimento politiche di sviluppo (Dps) del ministero dello Sviluppo economico. La base dati attinge agli Accordi di programma quadro (oltre 16mila interventi per un valore complessivo di circa 65 miliardi di euro) e ai monitoraggi dell`Autorita` per la vigilanza dei contratti pubblici, considerando anche infrastrutture simbolo della lentezza italiana come l`autostrada Salerno – Reggio Calabria e la statale 106 Ionica.

Le simulazioni effettuate per opere del settore viabilita` dimostrano oscillazioni tra il 31 e il 43% nei tempi di esecuzione, con valori che variano al crescere della classe dimensionale del progetto.

Il Nord, come era forse prevedibile, si caratterizza per tempi di realizzazione piu` brevi rispetto al Mezzogiorno (un anno e due mesi in meno per opere di importo superiore a 100 milioni di euro).

Il Sud fa registrare tempi mediamente piu` lunghi in fase di aggiudicazione dei lavori, ma sono le regioni del Centro, in generale, a sopravanzare le altre due aree del paese in tutte le classi di costo, ad eccezione di quella con importo compreso tra 50 e 100 milioni.

Nel settore della viabilita` occorrono mediamente quattro anni e mezzo per portare a termine un`opera, dalla progettazione preliminare all`esecuzione. Ma e` il comparto classificato come «altri trasporti» a vincere la sfida della lentezza, nel complesso 66 mesi (anche se va considerato che in quest`area sono inclusi interventi di grande impatto nei trasporti ferroviari, marittimi, aerei).

La durata piu` breve, nel complesso 43 mesi, si verifica nel settore ambientale, inclusi gli interventi per l`assetto idrogeologico e la conservazione del suolo. Si collocano a meta` strada i lavori pubblici nell`edilizia.

I tempi di progettazione oscillano, nel complesso, tra 1,9 e 2,8 anni; quelli di affidamento tra un minimo di quattro mesi a un massimo di 8 mesi; i lavori tra 1,3 anni e due anni e due mesi.

«Purtroppo non c`e` dubbio – commenta Aldo Mancurti, capo del Dps -. Influiscono anche cattive abitudini e l`assenza di modelli positivi».

Il Dps, insieme agli esperti dell`Uver (Unita` di valutazione degli investimenti pubblici) ha messo a punto uno strumento per monitorare le “best practices”, che nelle prossime settimane sara` messo online sul sito del Dipartimento, a disposizione delle amministrazioni e dei cittadini.

«Lo abbiamo chiamato “Visto“ (visualizzazione interattiva stima tempi delle opere) spiega Mancurti – e` una sorta di motore di ricerca per conoscere le stime sui tempi di realizzazione di qualsiasi opera pubblica, con durata minima e massima. In questo modo il valore migliore, cioe` il benchmark, diventera` uno stimolo per le amministrazioni che avviano una progettazione».

Qualche esempio a futura memoria. Per una nuova infrastruttura viaria dal valore di 100 milioni, localizzata in provincia di Cosenza, appaltata con procedura di tipo aperto, si puo` stimare un valore d`eccellenza fissato in sei anni e un mese, nettamente inferiore alla media registrata per opere di questa tipologia (sette anni e dieci mesi).

Se a Bari, invece, si progettasse una nuova infrastruttura idrica – valore teorico di cinque milioni, sempre con procedura aperta – il traguardo dovrebbe essere fissato in due anni e 11 mesi, ben altro obiettivo rispetto ai 58 mesi che occorrerebbero ad amministrazioni che non si danno troppo fretta.

Fonti: Ance e Il Sole 24 Ore
 

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