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Lavori pubblici in Sicilia

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L’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Luigi Gentile, ha  convocato oggi il plenum dei tre tavoli tecnici (Programmazione e Progettazione, Procedure d’appalto,  Esecuzione) istituiti nei mesi scorsi per redigere una proposta articolata per la definizione di un Testo unico sugli appalti pubblici.

Dopo numerosi incontri con le rappresentanze istituzionali, professionali e di categoria, l’assessore Gentile presenterà una bozza di disegno di legge, sostenendo così un confronto su ogni sua singola parte, prima che la proposta di legge prosegua il suo naturale percorso, prima all’Ufficio Legislativo e Legale, per un parere, e in Giunta di governo, per la sua approvazione, prima di giungere all’Ars.

La bozza predisposta, recepisce ed assimila l’evoluzione normativa sul versante dei lavori pubblici e delle varie fonti di riferimento, evitando eventuali conflitti tra norme interne, statali e regionali e direttive comunitarie, al fine di offrire all’operatore uno strumento agile e snello che eviterà “momenti di confusione” nell’applicazione di una normativa finora frammentaria e non sempre univoca.

“E’ evidente – commenta Gentile – che l’attuale sistema mostra discrasie e non è in grado di assolvere alle esigenze manifestate dal mondo imprenditoriale. Risulta centrale in questa fase dare un’impronta certa per superare le criticità dell’attuale sistema normativo.

Si è reso pertanto necessario intraprendere un’azione di riordino dell’intera normativa e di pervenire all’elaborazione di un progetto di legge che rivisita l’impianto legislativo e regolamentare vigente, anche alla luce delle più recenti pronunce  giurisprudenziali e delle normative nazionali ed europee nel frattempo intervenute”.      

“Pur nella delimitazione delle competenze fra Stato e Regione – continua Gentile –  il disegno di legge è stato sviluppato evitando il rischio di alimentare, o aggiungere, elementi di incertezza normativa, che avrebbero solo il risultato di riflettersi negativamente sulle attività degli operatori del settore. Si tratta dunque – conclude Gentile – di una profonda modifica al sistema con norme che hanno una loro specificità ed autonomia e coerenti con le direttive europee ed i principi fondamentali del Trattato europeo, inserite in una sorta di testo unico, tale da rendere chiara e immediata la loro lettura e la loro concreta applicazione”.

Queste le principali novità della bozza di Ddl.
Le innovazioni riguardano
l’Osservatorio regionale, che diventa Osservatorio regionale dei contratti pubblici di lavori, forniture e servizi (che allarga le proprie competenze), l’UREA, o Ufficio Regionale appalti (anche in questo caso con competenze estese), che sostituisce l’UREGA, cioè l’Ufficio regionale gare di appalto; Incarichi di progettazione e direzione lavori (rivisitazione sostanziale e profonda del sistema di affidamento degli incarichi);
– Fondo speciale per progettazioni relative a risorse comunitarie (fondo di previsione cui possono accedere gli enti che presentano progetto preliminare coerente con gli obiettivi del FESR 2007/2013); – Aggiornamento prezzi appalti di lavori pubblici (ogni prezzo viene chiarito a seguito dell’entrata in vigore del nuovo prezziario e viene chiarita anche la portata di termini quali «significative variazioni economiche»); Procedure di scelta dell’offerente (viene previsto, fra le altre cose, l’utilizzo di procedure aperte, ristrette e negoziate nei casi previsti e il ricorso alle aste elettroniche);
Criteri di aggiudicazione;
– Procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara (il sistema di appalto configurato corrisponde, con alcune varianti, a quello statale);
Cottimo appalti lavori pubblici (è stato completamente rimodulato per dare un’accelerazione al sistema della realizzazione di opere pubbliche);
Cottimo appalti beni e servizi (costituisce una novità rispetto al pregresso impianto normativo e si muove nella stessa ottica del cottimo appalto per i lavori pubblici);
Spese di bollo e registrazione ( per attenuare l’attuale crisi economica che interessa le imprese, è stato previsto che le spese di bollo e quelle di registrazione sono a carico dell’amministrazione appaltante);
Durc, ossia il documento dei contributi versati (aderendo alla normativa statale è stato disposto che il Durc deve essere acquisito dalle stazioni appaltanti, esonerando i partecipanti dal relativo onere).

Fonte: www.regione.sicilia.it

 

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