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Lazio: infrastrutture e identità del territorio

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Un processo di crescita qualitativa e quantitativa del tessuto imprenditoriale che parte da Roma ma investe tutto Lazio. Secondo il rapporto commissionato da Bic Lazio all’Istituto Tagliacarne e presentato a Roma nel corso del convegno “Creare impresa: nuove sfide, nuove opportunità, nuovi servizi”, tra il 1998 e il 2007, le imprese nel Lazio sono cresciute del +19% (più di 100mila nuove imprese), con punte superiori al +20% per Frosinone e Latina e del +23,8% a Roma. Una vitalità d’impresa che ha contribuito a far crescere l’occupazione del 21% (generando, nell’arco di tempo preso in considerazione, circa 384mila posti di lavoro).

Dai contenuti del Rapporto Tagliacarne emergono anche alcune indicazioni per il futuro: è necessario incoraggiare la creazione di reti di imprese, favorire iniziative che aumentino il numero di quelle innovative, valorizzare il patrimonio di risorse endogene, promuovere l’imprenditorialità, con particolare attenzione ai talenti e alle categorie svantaggiate di lavoratori.

Alla presentazione del rapporto hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione Piero Marrazzo, il presidente della Cciaa e Unioncamere Andrea Mondello, rappresentanti delle Province del Lazio e il presidente di Bic Lazio Enrico D’Agostino.

In particolare il presidente Marrazzo ha posto l’accento sulle priorità strategiche dell’azione dell’esecutivo regionale nell’immediato futuro: sviluppo delle infrastrutture e attenzione alle esigenze e all’identità del territorio romano e laziale; il tutto affrontato con spirito istituzionale, grazie alla collaborazione di tutte le amministrazioni, indipendentemente dagli orientamenti politici.

“La crescita dei territori passa per le infrastrutture: strade, ferrovie, porti e aeroporti che sappiano essere arterie dello sviluppo – ha infatti detto il presidente – è necessario condividere insieme con tutte le istituzioni locali gli interventi da realizzare andando al di là delle differenze politiche”. Per Marrazzo è possibile oggi “attrarre risorse, ma con una strategicità pubblica, perché gli anni ’90 ci hanno insegnato che si sono scambiate le liberalizzazione con le privatizzazioni e il ruolo del pubblico con quello del privato. Il ruolo del pubblico è quello di progettare e di programmare – ha aggiunto – lasciando invece l’esercizio e la gestione ai privati”.

Il presidente Marrazzo ha poi continuato affermando che deve essere riconosciuta la specificità dell’identità territoriale del Lazio: “Noi – ha detto – non vogliamo togliere nulla agli altri, ma non vogliamo che qualcuno tolga qualcosa al Lazio”. Per questo è necessario “avere un grande rapporto leale con il Governo e con il Comune di Roma, ma la lealtà non può essere cambiata per debolezza politica”.

Marrazzo ha concluso di voler affrontare le problematiche che interessano il territorio regionale a vari livelli assieme al “sindaco Alemanno, al presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti e i presidenti delle altre Province del Lazio” con un approccio istituzionale e tenendo ben presente la specificità del territorio e l’unicità della presenza di Roma: “sembra quasi che stia diventando una colpa avere la Capitale d’Italia sul proprio territorio o avere cinque Policlinici che offrono i loro servizi a tutto il Paese”, ha concluso.

Fonte: www.regione.lazio.it

 

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