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Lazio, nuove costruzioni in caduta libera, a rischio le ristrutturazioni

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Le due facce della medaglia, nell’edilizia laziale, hanno di recente disegnato tendenze e scenari molto diversi: da un lato il nuovo, in caduta libera, dall’altro le ristrutturazioni, che hanno trainato l’intero settore.

Ma la tendenza rischia di subire una brusca inversione nella seconda parte di quest’anno.

A lanciare l’allarme è la CNA di Roma che ha rielaborato i dati del CRESME nel periodo 2005/2011 in occasione di un convegno che si è tenuto nella Capitale su alcune misure per il rilancio del settore.

A partecipare, l’Assessore regionale alle politiche del territorio, Luciano Ciocchetti, che ha parlato del Piano Casa e il presidente della Camera di Commercio di Roma, Giancarlo Cremonesi, che ha anticipato i contenuti del bando camerale, che prevede una dotazione di cento milioni di euro per la ristrutturazione delle facciate dei palazzi di Roma e provincia che insistono sulle vie consolari.

La CNA di Roma evidenza il crollo del 23,6% delle nuove costruzioni a Roma e provincia. Ancora peggio nel Lazio, dove la flessione sfiora il 30% (-28,8%). In termini assoluti si è passati dai 4,5 miliardi di euro del 2008 a 3,2 nel 2011.

Bene è andata nello stesso periodo per la ricchezza accumulata alle voce ristrutturazioni, per ordinaria e straordinaria manutenzione: in questo caso il valore è in crescita del 5% a Roma e provincia e del 3% a livello regionale, passando, calcola la CNA di Roma, dai 7,7 miliardi di euro del 2008 a 8,1 miliardi del 2011.

Valori trainati in particolare dalle manutenzioni straordinarie: dai 5,2 miliardi nel 2009 ai 5,7 miliardi nel 2011.

A conti fatti l’edilizia romana ha prodotto 11,4 miliardi di euro (il 76% del valore regionale), di cui 8,9 per investimenti (nuove costruzioni e manutenzione straordinaria ) e 2,4 per manutenzioni ordinarie.

Ma le buone notizie finiscono qui. Perché da giugno anche il settore del recupero comincia a frenare a Roma e provincia (-0,8%) e nel Lazio (-0,2). E dopo il brusco stop, rischia di fare marcia indietro.

“Tra i nostri associati, uno su tre è legato al ciclo edilizio – ha detto il direttore della CNA Lorenzo Tagliavanti -, un caso unico in Italia. Sentendo queste imprese e confrontando le loro previsioni con i dati del mercato, prevediamo una pesante flessione entro la fine dell’anno. La tendenza è già avviata e peggiorerà ancora per via dei recenti provvedimenti del Governo che riducono la capacità di spesa delle famiglie. Siamo allarmati e chiediamo al più presto interventi urgenti a sostegno dei redditi”.

Ma come si spiegano, pur in uno scenario di crisi, gli incrementi registrati fino alla prima parte di quest’anno nel settore delle ristrutturazioni? “Si preferisce migliorare l’esistente piuttosto che acquistare una nuova abitazione – dice il presidente di CNA Costruzioni Roma, Alessandro Maruffi -.

È un mercato dove le imprese si riposizionano e c’è più integrazione tra edilizia e impiantistica, con una crescente specializzazione nel settore del risparmio energetico. Molti operatori fuggono dal pubblico, strozzati dalla difficoltà di incassare i crediti e dalla flessione nel mercato degli appalti pubblici”.

Parlando del Nuovo Piano Casa, l’Assessore Ciocchetti lo ha definito una “legge che ha una valenza fortemente trasversale perché riguarda poco i grandi costruttori, ma principalmente le pmi, chi svolge attività produttiva in città e Regione e soprattutto i tanti, che da singoli imprenditori, possono avere regole urbanistiche in edilizia più flessibili”.

Secondo il numero uno della Camera di Commercio di Roma, Giancarlo Cremonesi, il Piano Casa “è una normativa interessante che aumenta i premi per chi demolisce e ricostruisce, aumenti di premi di cubatura per chi fa edilizia in classe A, con particolare attenzione al risparmio energetico e al fotovoltaico”.

Fonte: Cna Roma

 

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