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Le soluzioni meno invasive per il consolidamento delle fondazioni

Consolidamento delle fondazioni

Buona parte del territorio italiano è afflitto da problematiche e dissesti idrogeologici! I cambiamenti climatici e gli eventi estremi di piogge e siccità ogni anno si intensificano e. se a questo si aggiunge che anche nei centri storici non mancano problemi legati a perdite della rete idrica e fognaria che dilavano e rammolliscono il suolo, è facile capire come molto del patrimonio edilizio italiano sia interessato da problemi di dissesto, con crepe e lesioni sui muri, dovute a cedimento del terreno e delle fondazioni.

Ovviamente prevenire in questi casi dovrebbe essere il primo mezzo da usare e quindi il rispetto della normativa e le opere di manutenzione degli immobili, delle reti fognarie etc…. è la maggior risorsa per evitare che questi problemi si manifestino. Quando però il problema è già presente sono principalmente due le tipologie di intervento per il consolidamento fondazioni che si possono attuare:
– sottofondazioni profonde con micropali in acciaio che trasferiscano i carichi in profondità a terreni stabili;
– consolidamento del nodo terreno – fondazione con iniezione di resine espandenti.

Di seguito due applicazioni pratiche di questi sistemi:

Consolidamento di un edificio di civile abitazione con iniezione di resine espandenti a densità differenziata SYSTAB
Consolidare una abitazione civile può non essere una passeggiata, soprattutto se si tratta di una abitazione finita e abitata e se i cedimenti riguardano sia i muri perimetrali che le murature portanti all’interno.
Il sistema basato sull’iniezione di resine a lenta espansione è sicuramente la tecnologia meno invasiva presente sul mercato in quanto consente di consolidare il nodo – terreno fondazione eseguendo perforazioni di 25 mm di diametro, mediante attrezzature manuali che possono essere impiegate agevolmente anche all’interno senza demolizioni e scavi.
Recentemente è stato eseguito il consolidamento di una abitazione civile sita in provincia di Firenze, sulle colline di Impruneta. Il fabbricato presentava cedimenti differenziali estesi a tutta una porzione della struttura, verosimilmente causati dalle infiltrazioni di acqua provenienti da una vecchia cisterna di raccolta delle acque piovane sita nella porzione più a monte della casa.
Le iniezioni di resine hanno consentito di:
– riattivare completamente l’impronta fondale dell’edificio
– riempire i vuoti e compattare il terreno dilavato e rammollito dall’acqua
– migliorare le caratteristiche geomeccaniche del terreno argilloso riducendo i fenomeni di ritiro e rigonfiamento tipici di questi materiali.
L’intervento esteso a oltre 60 metri lineari di fondazione ha richiesto circa 4 giorni lavorativi ed è stato eseguito monitorando la struttura con livelli laser ed eseguendo in corso d’opera la verifica dei risultati mediante esecuzione di prove penetrometriche pre e post iniezione.

Consolidamento fondazioni

Consolidamento di un antico acquedotto di epoca romanica con Micropali Precaricati SYSTAB
Il consolidamento di strutture in muratura è complesso, a maggior ragione se sono realizzate interamente in pietra e ancora di più se si tratta di strutture di pregio che fanno parte del patrimonio storico del nostro paese.
In questo caso tecnologia con i micropali in acciaio precaricati è stata scelta come la più idonea per intervenire sulle fondazioni di un antico acquedotto di epoca romana.
Visto la tipologia e lo stato di conservazione delle fondazioni in sasso si è proceduto nel seguente modo:
• realizzazione di un plinto di fondazione in c.a. con predisposti 4 tubi camicia direttamente connessi con le armature del plinto stesso
• a maturazione del getto avvenuta si è proceduto con l’infissione dei pali in acciaio, diametro 114 mm direttamente all’interno dei tubi camicia, sfruttando come contrasto il peso della struttura stessa
• grazie a più martinetti idraulici azionati simultaneamente è stato possibile infiggere i pali senza sollecitazioni dannose fino alla portata di progetto
• sono state applicate pressioni di installazione superiori a quelle di esercizio in modo da imporre il cedimento primario ed evitare assestamenti indesiderati
• prima di rimuovere i martinetti è stato eseguito il collegamento finale palo – struttura, saldando la testa palo direttamente al tubo camicia del plinto.

Entrambe le tecniche descritte possono essere una valida soluzione, conveniente ed a bassa invasività, ai problemi di cedimento delle fondamenta,

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L’intervento ha permesso di installare 48 pali SYSTAB di diametro 114 mm impiegando circa 5 giorni lavorativi e con un intervento che ha consentito di:
• ridurre al minimo le opere di scavo
• evitare dannose vibrazioni e sollecitazioni
• operare con un cantiere asciutto senza impiego di fanghi ne malte cementizie e senza estrazione di terreno
• ridurre i tempi di realizzazione.

Consolidamento

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