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Legge sul consumo del suolo: la Lombardia definisce le nuove regole

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La Regione Lombardia ha finalmente approvato la legge per il contenimento del consumo del suolo: il provvedimento ha visto la luce nella notte tra mercoledì e giovedì dopo una estenuante discussione in Consiglio regionale durata oltre due giorni. 41 voti favorevoli e 27 contrari è il computo delle procedure di approvazione all’interno dell’Assemblea lombarda per quello che si configura come un provvedimento davvero rilevante per la materia.

Le fondamenta della nuova legge regionale
Le basi tematiche della nuova legge regionale della Lombardia sono le seguenti: predisposizione di disincentivi al consumo di suolo, programmazione di incentivi per la rigenerazione urbana e per il recupero delle aree dismesse, creazione di nuovi strumenti per il riallineamento delle previsioni urbanistiche locali ai reali fabbisogni del territorio.

“Con la nuova legge sul consumo di suolo, in Lombardia, le aree agricole e verdi non potranno essere più utilizzate per costruire. Si tratta di una svolta epocale resa possibile con un provvedimento coraggioso e fortemente voluto dalla nostra Giunta e dalla maggioranza che la sostiene”. Queste parole provengono da una nota congiunta emessa dal presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e dall’assessore regionale al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo Viviana Beccalossi.

Per ulteriori informazioni sulla materia a livello generale leggi l’articolo Consumo suolo: la destinazione agricola come strumento per combatterlo.

La rassegna delle novità
Il testo della legge in materia di consumo del suolo precedentemente approvato in Commissione è stato corretto in diversi punti con l’apposizione di importanti modifiche: ecco una rapida rassegna delle novità contenute nei 6 articoli che compongono il provvedimento.
1. Nel computo del “consumo di suolo” viene inclusa anche la superficie necessaria alla realizzazione delle infrastrutture;
2. Viene introdotto il concetto di bilancio ecologico del suolo (Bes) per stabilire la soglia di consumo zero;
3. I criteri per la definizione della soglia massima di consumo di suolo includono e dovranno tenere conto anche dell’effettivo incremento della popolazione su base Istat;
4. La norma transitoria che consente l’attuazione delle previsioni edificatorie già contenute nei piani di governo del territorio (PGT) viene ridotta da 36 a 30 mesi;
5. I criteri per misurare il consumo del suolo dovranno determinati dal Piano Territoriale Regionale (PTR) e il consumo di suolo potrà essere autorizzato solo se verrà dimostrata, nei PGT comunali, l’impossibilità tecnica ed economica a riqualificare aree già edificate;
6. Al fine di incentivare i Comuni alla rigenerazione urbana, si spinge nella direzione della concessione di finanziamenti regionali con semplificazione procedurale, senza oneri a carico dei bilanci comunali.

Fonte: Ediltecnico

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