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Liguria, approvata la nuova legge urbanistica: le novità da sapere

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Nuova legge urbanistica approvata dal consiglio regionale della Liguria questa settimana: si tratta del disegno di legge 330 recante rubrica “Modifiche della legge regionale 4 settembre 1997 numero 36 e successiva modificazione”. La revisione della legge urbanistica della Liguria consiste in un processo complessivo di rivisitazione, razionalizzazione e semplificazione, con riferimento sia agli strumenti di pianificazione del territorio previsti per il livello regionale, provinciale e comunale, sia alla contestuale introduzione della pianificazione della Città metropolitana.

La nuova legge urbanistica giunge ad approvazione dopo un anno di audizioni che hanno visto protagonisti tutti i soggetti interessati (Comuni, Province, Città metropolitana, Associazioni ambientaliste e Associazioni di categoria, Ordini e Collegi professionali).

La proposta di adeguamento della nuova legge urbanistica della Liguria passata ieri in consiglio, spiega l’assessore regionale all’urbanistica Gabriele Cascino “tiene conto della più ampia partecipazione dei soggetti interessati e consentirà a tutti i Comuni, nel giro di pochi anni, di dotarsi di piani urbanistici moderni e in regola, dal punto di vista della sostenibilità ambientale“.

La semplificazione dei procedimenti amministrativi, come detto, è la “stella polare” che conferisce la direzione al provvedimento della Regione Liguria: è proprio attraverso ciò che si intende favorire l’approvazione da parte dei Comuni liguri dei piani urbanistici comunali. A tal riguardo, l’eliminazione del doppio passaggio del PUC consentirà al Comune di poter dialogare direttamente con la Regione e gli altri Enti, coordinando in un unico procedimento, sia la fase di valutazione degli impatti ambientali del piano che quella dell’esame di merito del progetto urbanistico e all’introduzione della conferenza dei servizi.

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“Nella nuova legge urbanistica – prosegue l’assessore Cascino – viene introdotta la figura del PUC semplificato per i Comuni che non hanno da prevedere grandi trasformazioni del loro territorio e che redigono il piano in conformità alla pianificazione dei piani di bacino o del piano territoriale di coordinamento provinciale, con tempi ridotti rispetto al Puc ordinario. Anche i Comuni che hanno già redatto il loro PUC sulla base della normativa urbanistica potranno usufruire di una procedura semplificata, senza dover rifare il piano. Inoltre abbiamo voluto raccordare le procedure di valutazione della sostenibilità ambientale con il procedimento urbanistico e abbiamo cancellato la nozione di espansione edilizia, in quanto solo marginalmente e in condizioni di sicurezza idrogeologica sono consentiti interventi di completamento delle aree urbane esistenti”.

Previste inoltre norme più severe in relazione all’edificazione, al fine di favorire le attività agricolo-produttive, come strumento di contrasto all’abbandono del territorio, mentre ulteriori semplificazioni si concretizzano per il procedimento di formazione del piano territoriale regionale, nella prospettiva di un unico piano, in sostituzione dei 6 piani regionali tutt’ora vigenti e approvati tra il 1990 e il 2000.

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