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Edilizia Urbanistica

Lombardia: gestione e tutela del territorio

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La Giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessore al Territorio e Urbanistica, Davide Boni, i criteri e le modalità per disciplinare l’approvazione da parte dei Comuni di nuovi Programmi integrati di intervento.

La legge regionale 5/2009 stabiliva infatti che i Comuni privi di Piano di governo del territorio non potessero procedere all’approvazione di nuovi Programmi di intervento, ad eccezione dei casi di “rilievo strategico”, secondo criteri stabiliti dalla Giunta regionale.

Nei termini previsti la Giunta regionale ha quindi provveduto in merito, approvando il documento che fissa “criteri e modalità per l’approvazione dei Programmi integrati di intervento in variante, non aventi rilevanza regionale”, prescrizioni valide fino all’approvazione dei Piani di governo del territorio.

E’ stato stabilito che si considerano strategici, e quindi ammissibili, i Programmi integrati di intervento che prevedono la realizzazione di opere infrastrutturali, pubbliche o di interesse pubblico, caratterizzate da una rilevanza territoriale estesa all’intero territorio comunale o, per i Comuni più grandi, a parti significative di questo. Essenziale in tal senso è l’obiettivo di conseguire con questi interventi la riqualificazione e il recupero di aree urbane degradate o abbandonate.

Tra i Programmi integrati di intervento ammissibili figurano:
– le infrastrutture per la viabilità identificate come prioritarie nella proposta di Piano Territoriale Regionale e nei Piani Territoriali di Coordinamento Provinciale, con un rilievo territoriale sovracomunale; 
– le infrastrutture di servizio generale alla comunità locale, con particolare riferimento alla necessità di superare eventuali deficit pregressi evidenziati nel Piano Comunale dei Servizi, nel Programma Triennale delle Opere Pubbliche, nel Piano Urbano dei Parcheggi o in altri strumenti di programmazione territoriale comunale; 
– le infrastrutture per la mobilità comunale o sovracomunale con interventi di sostenibilità e qualificazione ambientale; 
– le opere di riutilizzo e valorizzazione del patrimonio storico, monumentale e culturale soggetto a specifico vincolo e finalizzate all’uso pubblico; 
– le bonifiche ambientali (a siti inquinati, cave, aree degradate) che consentano il riutilizzo di zone urbanizzate e la riqualificazione del contesto territoriale;
– le opere di sistemazione idraulica, di regimazione e di riqualificazione di corsi d’acqua, di creazione di percorsi sulle sponde per utilizzo pubblico; 
– la realizzazione di parchi urbani attrezzati e di parchi naturali, anche esterni al comparto d’intervento, che riqualifichino in particolare ambiti di frangia e contribuiscano al ridisegno del confine tra settori urbanizzati e verde agricolo; 
– le strutture pubbliche per la sicurezza dei cittadini; 
– le opere infrastrutturali connesse al recupero di aree industriali dismesse e di aree urbane degradate, collocate all’intero dei centri abitati.

I Comuni dovranno attestare la sussistenza dei requisiti stabiliti dalla delibera per procedere all’approvazione del Programma integrato di intervento, indicando specificamente negli atti di adozione e approvazione del piano gli interventi da realizzare tra quelli sopra indicati.

Contestualmente la Regione sta operando per conseguire l’attuazione completa della legge 12/2005 per il Governo del territorio.

“A seguito delle nuove disposizioni introdotte dalla legge regionale 5/2009 – aggiunge Boni – negli ultimi mesi si è proceduto a una prima accelerazione nella adozione e approvazione dei nuovi Piani di governo del territorio. Al 30 aprile scorso infatti risultano approvati i piani di 107 Comuni lombardi, altri 174 Comuni hanno già adottato il piano, mentre altri 758 enti locali hanno avviato l’elaborazione del piano o stanno per farlo”.

Per contribuire ulteriormente a questo obiettivo, nelle prossime settimane la Regione definirà le modalità di contributo finanziario per la redazione dei nuovi Pgt da parte dei Comuni.

“Nei 60 giorni di ‘blocco’ stabiliti dalla legge 5/2009 – conclude Boni – durante i quali i Comuni non possono approvare i Programmi integrati di intervento, forte impulso è stato dato affinché i Comuni si dotassero di un adeguato strumento di programmazione territoriale.

Con questa delibera sono state adottate regole e criteri per i Programmi Integrati di Intervento, anche per evitare errori da parte dei Comuni che in qualche caso, pur con il blocco vigente, hanno proceduto nell’iter di definizione del Piano integrato stesso in maniera non adeguata ai nuovi principi della legge 12 per il Governo del territorio”.

Fonte: www.regione.lombardia.it

 

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