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Manovra, con l’Imu più agevolazioni per i ricchi

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L’Imu, cioe’ la nuova Ici, ”aggrava la condizione economica” delle famiglie a rischio poverta’, cioe’ quelle non in grado di fronteggiare spese impreviste di 800 Euro, che sono il 33,6% del totale, cioe’ 8.455.

Lo ha detto il presidente dell’Istat, Enrico Giovannini, alle commissioni Bilancio di Camera e Senato.

”’In Italia – ha spiegato Giovannini – sono quasi 18 milioni le famiglie proprietarie di un’abitazione (circa il 71%).

Mentre tra le famiglie non a rischio di poverta’ la quota di proprietari e’ del 74,7%, tra le famiglie ‘a rischio’ la quota scende al 56,4% per cento e si riduce ulteriormente al 47,4% nel caso essa sia composta da cinque o piu’ componenti”.

Tra le famiglie a rischio ”coloro i quali hanno come fonte principale la pensione o trasferimenti pubblici sono proprietari di casa nel 69,4% dei casi” cioe’ circa 1.600.000 famiglie, sulle quali, il pagamento dell’Imu ”puo’ far aumentare ulteriormente il rischio di poverta”’. ‘

‘Tra le famiglie proprietarie o usufruttuarie dell’abitazione di residenza – ha aggiunto Giovannini – infatti, 1 milione 51 mila rientrano tra quelle che dichiarano di avere difficolta’ a sostenere una spesa imprevista di 800 euro: quasi 800 mila non rientrano tra quelle attualmente considerate a rischio di poverta’, e 271 mila gia’ in condizioni di rischio”.

C’e’ poi un problema specifico degli anziani: ”a parita’ di livello di reddito familiare, in particolare tra le povere, le famiglie di e con anziani mostrano percentuali di proprieta’ dell’abitazione decisamente piu’ elevate rispetto alle famiglie di giovani e a quelle con figli minori. Tra i single a rischio poverta’ di 65 anni o piu’ i proprietari dell’abitazione rappresentano il 74%, quota che arriva all’81,8% tra le coppie di anziani. Al contrario, tra le famiglie non anziane, le percentuali scendono al 41,9% tra i single e al 55,5% tra le coppie”.

Secondo uno studio della CGIA di Mestre per i proprietari con redditi oltre i 100.000 euro,  l’Imu diventerà addirittura più vantaggiosa dell’Ici.

L’analisi ha evidenziato come al crescere del livello di reddito dei proprietari di seconda casa,  il divario tra il futuro sistema di tassazione e quello attuale tenderà a diminuire.

Con l’aumento del 60% delle rendite catastali sulle abitazioni previsto dalla Manovra Monti, la nuova tassazione sulle seconde case premierà chi dichiara un reddito annuo superiore ai 100.000 euro.

“Questo perché – sottolinea Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre – l’Imu avrà una aliquota, salvo la facoltà dei sindaci di aumentarla o di diminuirla di 3 punti, del 7,6 per mille, che sostituirà l’attuale Ici, l’Irpef sugli immobili e le relative addizionali regionali e comunali. 

Se con l’attuale sistema, l’Irpef sugli immobili aumentava al crescere del reddito, garantendo così un criterio di progressività, ora l’Imu sarà praticamente una tassa piatta, che consentirà ai più ricchi, rispetto all’applicazione dell’Ici,  aggravi di imposta più lievi man mano che cresce il reddito.

Oltre i 100.000 euro di reddito, questi proprietari di seconda casa pagheranno addirittura meno di quanto hanno pagato sinora con l’Ici”.

Fonti: Ansa e CGIA Mestre

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