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Manovra, i tagli degli incentivi alle rinnovabili ci sono o no?

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Due commi, il 10 e l’11, dell’articolo 35 del testo che compone la manovra economica. Sono quelli che introdurrebbero il taglio del 30% agli incentivi per le energie rinnovabili.

E sulla presenza o meno di questi due commi nel testo trasmesso al Quirinale, per tutta la giornata si sono scatenate le polemiche, con due ministri, quello dello Sviluppo Economico Romani e dell’Ambiente Prestigiacomo, che negavano la reintroduzione dei tagli, mentre altre fonti confermavano che l’intervento c’e’ stato. Con l’opposizione e le associazioni ambientaliste che protestavano per il ‘blitz’.

Il giallo e’ cominciato quando alcune fonti hanno reso noto che nel testo inviato al Capo dello Stato si leggeva, appunto all’art 35, che “allo scopo di ridurre il costo finale dell’energia per i consumatori e le imprese a decorrere dal primo gennaio 2012 tutti gli incentivi, i benefici e le altre agevolazioni, comunque gravanti sulle componenti tariffarie relative alle forniture di energia elettrica e gas naturale, previste da norme di legge o da regolamenti sono ridotti del 30 per cento rispetto a quelli applicabili alla data del 31 dicembre 2010”.

A stretto giro di posta, la dichiarazione del titolare dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo: ”Non mi risulta che nel testo della manovra inviata al Quirinale sia stata reintrodotta la norma che prevede il taglio del 30% di incentivi e agevolazioni relative alle forniture di energia elettrica”.

E poco dopo era lo stesso ministro per lo sviluppo economico a ribadire che “nel testo definitivo della manovra finanziaria inviato al Quirinale non c’é nessun taglio degli incentivi per le energie rinnovabili”. Romani, nella nota, spiegava che ”il Cdm ha convenuto sull’eliminazione della riduzione del 30% di tutte le agevolazioni e incentivi che oggi gravano sugli oneri di sistema presenti sulle forniture di energia elettrica e gas.

Un taglio che, come ho avuto modo di esporre nella seduta del Consiglio, non avrebbe portato benefici alla collettività, incidendo solo per un 3% sul totale del costo. Al contrario, avrebbe comportato l’eliminazione di agevolazioni alle famiglie numerose e alle classi meno abbienti, mettendo inoltre a rischio il funzionamento di impianti strategici per la gestione dell’emergenza rifiuti”.

Precisazioni che sembravano aver risolto la questione, ma altre fonti insistevano invece che nel testo del decreto della manovra presentato al Quirinale, vi sarebbero anche i famosi commi 10 e 11 dell’articolo 35 con il taglio agli incentivi. A loro volta fonti della presidenza del consiglio ribattevano immediatamente che la norma in questione, l’articolo 35 appunto, ha solo 9 commi.

Senatori del Pd parlano di ”governo allo sbando”, visto che ”nonostante le smentite dei due ministri, il taglio nella manovra c’e”’, mentre l’ex ministro per l’Ambiente Pecoraro Scanio parla di ”testo ”illegittimo” perche’ gia’ bocciato dal consiglio dei ministri.

Gli ambientalisti, dai Verdi a Greenpeace e al Wwf affermano che sarebbe un provvedimento ”demenziale”, un colpo all’economia nazionale, che rischia di far collassare tutto il settore.

Fonte: Ansa

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