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Messa in sicurezza Domus Aurea: c’è spazio per l’Art Bonus?

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31 milioni di euro e 4 anni di lavori: è il bilancio preventivo che circoscrive il progetto per la definitiva messa in sicurezza della Domus Aurea a Roma e la sua riapertura al pubblico. Lo ha dichiarato ieri il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, assicurando il ruolo decisivo (seppur parziale) dello Stato nei finanziamenti ed affermando: “Ma mi aspetto l’intervento di una grande impresa”.

Prospettive di intervento privato su un importante opera di messa in sicurezza su un monumento di rilevanza mondiale? “Abbiamo da poco previsto lo strumento dell’Art Bonus – spiega Franceschini – con grandi incentivi fiscali per i mecenati e questo per l’Art Bonus è il luogo ideale. Non ci sono più alibi, è un intervento a cui tutto il mondo guarderà“.

L’Art Bonus, inserito nell’ordinamento italiano attraverso il decreto legge 83/2014 (Decreto Cultura), si configura come un credito di imposta al 65% per i prossimi due anni con riferimento alle erogazioni liberali per gli interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici. Un nuovo strumento per incentivare il fluire dei finanziamenti in ambito culturale e architettonico: per saperne di più leggi l’articolo Decreto Cultura: arriva l’ArtBonus per la tutela dei beni culturali, su Ediltecnico.

La storia recente della Domus Aurea si delinea all’insegna di una moltitudine di aperture e chiusure: riaperta nel 1999 dall’allora ministro dei Beni culturali, Walter Veltroni, dopo anni di chiusura per cedimenti strutturali, è stata chiusa nuovamente nel 2005, nel 2009 e definitivamente nel 2010: infiltrazioni d’acqua e pericolo crolli le ragioni delle chiusure. Infine nel marzo 2010, una parte del soffitto della Domus Aurea (l’edificio voluto da Nerone dopo l’incendio che nell’anno 64 distrusse gran parte della città di Roma) crolla, con danni di rilievo.

Ora è il momento di intervenire per consegnare nuovamente al mondo questo gioiello della storia: “Mi aspetto che ci sia la corsa da parte delle grandi imprese italiane – prosegue il ministro Franceschini – se non ci fosse lo troverei scandaloso, in quel caso lo Stato andrà avanti”.

8 milioni all’anno circa per 4 anni, questa la scansione dei finanziamenti prevista: le porte sono spalancate anche per i capitali stranieri, qualora un investitore estero voglia legare il proprio nome al progetto, ma Franceschini sottolinea anche: “Mi aspetto adesso che tutte le grandi imprese italiane che da anni attendevano questo incentivo fiscale adesso passino dalle parole ai fatti. Anzi, mi aspetto che ci sia una corsa per legare il proprio nome a quello della Domus Aurea“. 

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