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Mille proroghe, polemica per il condono edilizio

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Il “Milleproroghe” è in questi giorni all’esame del Senato e continuano a tener banco, tra le modifiche proposte, gli emendamenti che puntano a riaprire il condono edilizio.

L’ipotesi di riaprire i termini del condono, previste nel  Decreto Milleproroghe, è assolutamente inaccettabile. E’ quanto sostiene il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.

Il condono è una resa inammissibile dello Stato in quanto viene di fatto legittimato ciò che per sua natura intimamente giuridica non lo è stato e non lo potrà mai essere – precisa il Cnappc – .

L’abuso edilizio, se è tale, tale deve continuare ad essere considerato; non esiste alcuna ragione di interesse pubblico superiore nel voler ripercorrere strade che in passato hanno già dato prova di essere assolutamente inefficaci, anzi dannose.

Un eventuale ulteriore condono sarebbe inoltre ingiustificato anche dal punto di vista costituzionale ledendo pesantemente i valori previsti dall’art. 9 della Costituzione”.

Secondo gli architetti italiani “di fronte ad una politica che negli ultimi anni, nonostante le numerose sollecitazioni, non ha saputo dare risposte legislative concrete in ambito urbanistico, architettonico, idrogeologico, l’ipotesi del condono appare evidentemente come una inaccettabile beffa nei confronti della parte sana del Paese e della stragrande maggioranza dei cittadini rispettosi di regole e leggi”.

Il Consiglio Nazionale Architetti rivolge un forte appello ai firmatari dell’emendamento affinché facciano prevalere un sano senso civico di adesione sostanziale al dettato costituzionale, ritirando un testo che – particolarmente in questo momento –  non solo non sarebbe comprensibile, ma darebbe un ulteriore segno di profonda inadeguatezza delle nostre massime istituzioni nei confronti del bene pubblico.

“Per l’ennesima volta si tenta di nascondere il condono edilizio all’interno di un decreto omnicomprensivo per fare un bel regalo alla criminalità organizzata – denuncia Legambiente.

Grazie a questo escamotage, infatti, non solo si potranno condonare gli abusi costruiti entro il 2003, ma ci sarà nuovamente una corsa al cemento illegale di cui l’Italia è già pericolosamente satura”.

Così commenta Sebastiano Venneri, vicepresidente di Legambiente l’emendamento nascosto ieri nel decreto mille proroghe che concede la possibilità di presentare, entro il 31 dicembre 2011, la domanda di sanatoria per gli abusi edilizi edificati fino al 2003.

“In un Paese ad alto rischio idrogeologico e fragilità sismica, non è certo questa l’edilizia di cui abbiamo bisogno né per la tutela della sicurezza del territorio, né per incentivare la legalità – ha proseguito Venneri – .

Per comprendere cosa vuol dire riaprire i termini del conodno basta pensare che nel 2003 al solo annuncio della sanatoria furono realizzate ben 40.000 costruzioni abusive. Lo stesso avvenne nel 1994, quando il Governo Berlusconi varò la seconda legge di sanatoria urbanistica, registrando solo durante i mesi di discussione delle legge la costruzione di 83mila abitazioni fuorilegge.

E’ questa la politica che, accompagnata all’assoluta mancanza di repressione abusiva in Italia ha contribuito a rendere ancora di più l’Italia un Paese fragile. Ma questa politica piace solo agli abusivi e alla criminalità organizzata che ha ormai inserito il ciclo del cemento tra i suoi business principali”.

Fonti: Cnappc e Legambiente
 

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