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Nel nuovo ddl Ordini protagonisti della riforma delle Professioni

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La discussione dei disegni di legge di riforma delle professioni è ripresa martedì 11, presso le Commissioni Giustizia e Attività produttive della Camera. Il dibattito tra i redattori dei diversi testi è stato acceso, soprattutto riguardo alle tematiche della riduzione degli ordini professionali e la distinzione tra ordini ed associazioni.

I relatori, e firmatari del disegno di legge in esame, Pierluigi Mantini e Giuseppe Chicchi, hanno presentato un appunto schematico che individua le parti del testo sulle quali c’è la possibilità e la disponibilità ad accogliere eventuali modifiche ed integrazioni. Tale procedura è stata contestata dalla deputata Maria Grazia Siliquini, che ne ha lamentato la poca chiarezza del metodo utilizzato, e ha ricordato che si è partiti dal disegno di legge Mastella (in una versione già modificata rispetto a quelle diffuse precedentemente dal Governo), per passare alle audizioni della Commissione volte a chiarire gli innumerevoli problemi esistenti in relazione al testo governativo; infine i due relatori hanno consegnato un nuovo testo. Maria Grazia Siliquini ha osservato che attualmente non è chiaro se si discuta sul testo Mastella o su quello dei relatori.

Il presidente della Commissione, Pino Pisicchio, ha spiegato che il testo che verrà esaminato è quello proposto dai relatori, che hanno rielaborato i diversi testi per giungere a una sintesi tra proposte di legge, testo del Governo e osservazioni emerse nel corso delle audizioni. Il nuovo documento non è un nuovo testo, ma una nota esplicativa delle parti più “sensibili” sulle quali si possono attuare integrazioni e accettare suggerimenti. Il lavoro effettuato – ha aggiunto Giuseppe Chicchi – ha raccolto infatti il dissenso rispetto al disegno di legge del Governo ed ha assegnato il ruolo di protagonisti della riforma proprio agli ordini professionali.

Alla seduta è intervenuto Luigi Scotti, Sottosegretario alla Giustizia, che ha ricordato la disponibilità del Governo a trasformare i principi di delega in norme di carattere generale, sulle quali è possibile intervenire nel dettaglio con decreti delegati. Il Sottosegretario ha sottolineato inoltre che la risposta data dal testo dei relatori in riferimento alla questione della riduzione del numero degli ordini professionali non è sufficiente, così come non è sufficientemente definita la differenza tra ordini ed associazioni. Nel testo del Governo si era, al contrario, scelta una soluzione che consentiva da un lato il permanere degli Ordini e dall’altro la creazione di associazioni di professioni, sulla base di requisiti ben definiti.

Pierluigi Mantini ha risposto alla critica affermando che nel testo è chiara la distinzione fra ordini ed associazioni, sul piano giuridico, logico e politico. Ha aggiunto Mantini che la soluzione trovata può non essere condivisa, ma è chiara: la pregiudiziale che veniva posta all’interno del testo del Governo era quella delle attività riservate, ma è piuttosto chiaro che non sempre dove c’è un Ordine ci sono attività riservate (ad esempio l’Ordine dei commercialisti). La vera distinzione, quindi, deve essere tra attività riservate e non riservate: su tutte le attività non riservate è ammissibile l’esistenza di associazioni. In questo modo si crea un regime di concorrenza e nello stesso tempo si attua una chiara distinzione fra ordini e associazioni, ovvero una corretta denominazione professionale.

Nelle prossime sedute sarà fissato il termine per la presentazione degli emendamenti.

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