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Niente riduzione della fascia di rispetto cimiteriale per la realizzazione di una struttura turistico-ricettiva

Disagio abitativo: occupazione arbitraria di un appartamento di proprietà IACP

di MARIO PETRULLI

Segnaliamo l’ennesima sentenza sulla delicata questione della possibilità di riduzione della fascia di rispetto cimiteriale per la realizzazione di un intervento edilizio privato: stavolta è il Consiglio di Stato, Sez. IV, con la sentenza 5 dicembre 2018, n. 6891, ad occuparsi della possibilità che la fascia di rispetto cimiteriale venga ridotta per la realizzazione di un campeggio, con alcune unità abitative finalizzate al turismo e di un parcheggio.

Come è noto, ai sensi dell’art. 338 del Testo Unico Leggi sanitarie(1), il Consiglio comunale può approvare, previo parere favorevole della competente azienda sanitaria locale, la costruzione di nuovi cimiteri o l’ampliamento di quelli già esistenti ad una distanza inferiore a 200 metri dal centro abitato, purché non oltre il limite di 50 metri, quando ricorrano, anche alternativamente, le seguenti condizioni:

  • risulti accertato dal medesimo Consiglio che, per particolari condizioni locali, non sia possibile provvedere altrimenti;
  • l’impianto cimiteriale sia separato dal centro urbano da strade pubbliche almeno di livello comunale, sulla base della classificazione prevista ai sensi della legislazione vigente, o da fiumi, laghi o dislivelli naturali rilevanti, ovvero da ponti o da impianti ferroviari.

Per dare esecuzione ad un’opera pubblica o all’attuazione di un intervento urbanistico, purché non vi ostino ragioni igienico-sanitarie, il Consiglio comunale può consentire, con motivata delibera e previo parere favorevole della competente azienda sanitaria locale, la riduzione della zona di rispetto tenendo conto degli elementi ambientali di pregio dell’area, autorizzando l’ampliamento di edifici preesistenti o la costruzione di nuovi edifici; detta riduzione si applica con identica procedura anche per la realizzazione di parchi, giardini e annessi, parcheggi pubblici e privati, attrezzature sportive, locali tecnici e serre. Al fine dell’acquisizione del parere della competente azienda sanitaria locale, decorsi inutilmente due mesi dalla richiesta, il parere si ritiene espresso favorevolmente.

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