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No ai condoni, riforma della legge urbanistica e sicurezza del territorio, la ricetta di Clini

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Basta condoni edilizi, riaggiornare le leggi urbanistiche e regionali e incentivare l’investimento privato nella messa in sicurezza del territorio.

E’ questa la linea sulla quale il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini intende muovere i programmi di azione del suo dicastero.

 Per il neo ministro il programma per la messa in sicurezza del territorio deve comprendere sia azioni necessariamente di competenza pubblica – relative innanzi tutto alla regolazione dell’uso del suolo, a cominciare dall’aggiornamento della normativa urbanistica -, sia misure di incentivazione, del tipo del credito di imposta, di usi del territorio capaci di indurre i privati a realizzare interventi rispondenti all’obiettivo della manutenzione e della messa in sicurezza.

“Laddove, sulla base dei dati e delle conoscenze  disponibili emerga con chiarezza l’esistenza di un rischio per insediamenti, abitativi o produttivi, siti in zone particolarmente vulnerabili dal punto di vista idrogeologico,   deve essere presa in considerazione la possibilità di adottare misure di rilocalizzazione preventiva, specie se si tratta di insediamenti di nessun pregio, di scarsa abitabilità e magari realizzati in violazione della normativa vigente” – ha spiegato Clini – .

“Va valutata positivamente la richiesta di sottrarre all’autorizzazione paesaggistica interventi di prevenzione del rischio idrogeologico quali l’abbattimento di un brutto edificio o l’innalzamento di argini”.

Per il neo ministro le politiche incentivanti per la tutela dell’ambiente dovrebbero essere valutate sulla base degli effetti economici che sono idonee a determinare e non semplicemente in base all’accertamento dell’esistenza o meno di risorse pubbliche già accantonate, come invece accaduto in passato a seguito del prevalere di una certa impostazione del Ministero dell’economia e delle finanze.

“in Italia assurdamente i vincoli derivanti dal patto di stabilità impediscono l’utilizzazione delle risorse disponibili per interventi, pure urgenti e necessari, di tutela ambientale, da quelli per la messa in sicurezza del territorio a quelli per la lotta all’inquinamento atmosferico.

Secondo il neo ministro bisogna modificare, integrare, o meglio aggiornare le leggi urbanistiche e regionali e non solo in termini di limitazione dell’uso del territorio, ma anche escludendo la possibilita’ di utilizzare, di varare condoni edilizi e va favorita  l’incentivazione soprattutto degli investimenti privati per la messa in sicurezza dei territori, sulla scia dello schema del 55% applicato per l’edilizia, che potrebbe essere esteso.

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