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Obiettivo 2020, le rinnovabili in Italia devono salire al 17%

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Un balzo in avanti che consenta all’Italia di triplicare le energie rinnovabili per il 2020, passando dal 5,2% del 2005 al 17%.

Per raggiungere questo obiettivo, fissato dalle direttiva europea energia-clima, si dovranno moltiplicare per dieci volte i biocarburanti, più che triplicare il calore e il raffredamento prodotto con rinnovabili e far sì che un chilowattora su 3 di elettricità consumata nel 2020 provenga da fonti rinnovabili.

Uno sforzo consistente che vedrà protagoniste le Regioni, soprattutto quelle del Sud, che dovranno quadruplicare la loro produzione di eco- energia. 

Il rapporto 2009 della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, presentato nei giorni scorsi,  indica la traiettoria per centrare l’ obiettivo europeo e disegna  un federalismo eco-energetico che incoraggi  ciascuna Regione a valorizzare e promuovere l’utilizzo di tutte le fonti energetiche rinnovabili disponibili sul suo territorio.

“Lo sviluppo delle energie rinnovabili –ha sottolineato Edo Ronchi Presidente della Fondazione- sarà decisivo non solo per il clima. Per l’Italia potrà rappresentare una delle più importanti opportunità per l’ economia del futuro. 

Un programma di sviluppo delle energie rinnovabili articolato con obiettivi precisi per tutte le fonti e per tutte le Regioni, è essenziale e urgente per coinvolgere i territori e le istituzioni e per fornire un quadro di riferimento stabile agli operatori economici che dovranno realizzare investimenti consistenti.

Si tratta di un cammino percorribile tenendo conto, anche, che la Germania già oggi produce da  nuove fonti rinnovabili la quantità di energia che dovrà produrre l’Italia nel 2020”.

Lo scenario disegnato dal rapporto vede, per il 2020:
–  un gruppo di 6 Regioni (Valle d’ Aosta, Trentino Alto Adige, Molise, Basilicata, Calabria, Sardegna) poco abitate e dotate di notevoli risorse rinnovabili, arrivare a più del doppio della media nazionale di produzione di energia rinnovabile  (punta record in  Valle d’ Aosta con il  59,6%);

– 8 Regioni (Piemonte, Toscana, Umbria, Marche Abruzzo, Campania, Puglia, Sicilia)  attestarsi ad una produzione di energie rinnovabili uguale o di poco superiore alla media nazionale (al top l’Umbria con 22,7% ); 

– 6 Regioni popolose e sviluppate, ma dotate di scarse risorse rinnovabili (Lombardia, Veneto, Friuli V.G., Liguria, Emilia Romagna, Lazio)  restare sotto la media nazionale.

La Direttiva e l’ Italia
La direttiva europea per lo sviluppo dell’energia rinnovabile stabilisce che gli stati debbano fissare obiettivi per il 2020 nei settori dell’elettricità, del riscaldamento-raffreddamento, dei trasporti. 

L’ Italia, per raggiungere l’ obiettivo europeo del 17% (15,4% di produzione nazionale e 1,6% di importazione), dovrà triplicare le energie rinnovabili consumate passando da 7,1 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) del 2005 a 22,25 del 2020 .

Questo significherà –osserva il Rapporto-  per l’ elettricità da fonti rinnovabili passare da 4,3 Mtep a 10,6 (9,2 di produzione nazionale e 1,4 di importazione) con un aumento consistente di tutte le fonti energetiche rinnovabili 

L’ energia per il riscaldamento-raffreddamento dovrà fare un balzo da 2,6 a 9,1 Mtep soprattutto incrementando l’ uso delle biomasse .

I biocarburanti nei trasporti dovranno infine passare da 0,2 a 2,55Mtep (0,65 di importazione) prevedendo una crescita ragguardevole per quelli di seconda generazione non in competizione con gli usi alimentari.

L’Italia eco-elettrica
Ogni Regione italiana ha scelto una sua strada per l’eco-energia.
Per quanto riguarda l’ elettricità prodotta da fonti rinnovabili, la cui produzione dovrebbe passare da 58 a 107 TWh nel 2020 (+49 TWh), la Lombardia e il Trentino Alto Adige che sono già oggi leader nella produzione di energia idroelettrica, lo resteranno anche nel 2020.

Così come la Puglia, la Sicilia, la Sardegna e la Campania sono e resteranno leader dell’eolico; sempre le Regioni del sud dovranno diventare leader anche del solare, che oggi, nel meridione, è invece sviluppato solo in Puglia; per l’utilizzo delle biomasse (compresi rifiuti biodegradabili e biogas), dove oggi è leader l’Emilia Romagna, si dovrà arrivare a una distribuzione più omogenea in tutto il paese; per la geotermia è e resterà leader la Toscana.

Nel complesso l’aumento più consistente delle energie rinnovabili si realizzerà nel Sud del Paese, in particolare quello dell’energia elettrica che dovrebbe crescere da 10 TWh prodotti nel 2008 a 38,4 TWh nel 2020.

“Questo aumento consistente dell’ energia elettrica prodotta nel Sud del paese –ha osservato Ronchi- richiede non solo un rafforzamento della rete elettrica che già oggi al sud non riesce ad assorbire tutta l’ energia eolica prodotta, ma soprattutto  un grande sforzo industriale che sarà ripagato da un ritorno occupazionale consistente e da uno sviluppo economico sostenibile per  tutto il meridione”.

Cosa fare
Per far crescere le energie rinnovabili nel prossimo decennio –dice il Rapporto- sono necessari,  certamente, anche provvedimenti di competenza statale come quelli per gli incentivi e per le reti, ma senza un forte impegno  delle Regioni l’obiettivo della Direttiva europea sarebbe impraticabile.

Per questo è necessaria una sede stabile ed effettiva di concertazione fra Stato e Regioni in materia di energie rinnovabili, provvedimenti di programmazione e di sviluppo delle rinnovabili a livello Regionale adeguati e corrispondenti all’impegnativo obiettivo europeo ed alla sua ripartizione regionale, con conseguenti aggiornamenti di piani e programmi energetici regionali

“E per far sì che i programmi non restino sulla carta – ha concluso Ronchi- è necessario prevedere un sistema di rendicontazione e di verifiche che penalizzi le Regioni che non seguono la traiettoria fissata per il 2020 e premi quelle che ottengono risultati migliori”.

Fonte: Anev

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