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Opere pubbliche, nuove norme per snellire le procedure

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Addio al potere di veto dei singoli Comuni sulle opere statali. Iter piu` snello per il project financing. E poi commissari straordinari e corsie piu` veloci per gli appalti.

Se negli ultimi mesi i fondi stanziati dal Governo per le infrastrutture sono stati molto meno delle aspettative (per il 2009, secondo i dati dell`Ance, c`e` un taglio in valori reali del 13,5%), alcune interessanti novita` sono arrivate sul fronte normativo.

Con una serie di disposizioni contenute in quattro diversi provvedimenti di legge sono state introdotte semplificazioni e accelerazioni sia sulle procedure di approvazione sia su quelle di attuazione di infrastrutture e opere pubbliche.

La piu` rilevante e` la norma che modifica le regole per la conferenza di servizi per la localizzazione delle opere di interesse statale difformi dagli strumenti urbanistici, contenuta nell`articolo 20, comma 10-bis del decreto legge 185/2008 (convertito nella legge 2/2009).

La norma riguarda tutte quelle opere statali – dalle strade dell`Anas alle ferrovie, ai programmi di edilizia pubblica statali – non comprese nella legge obiettivo sulle grandi opere, e finisce per coinvolgere, in pratica, la maggior parte delle opere statali.

Finora per approvare il progetto di queste opere se come quasi sempre accade e` in variante ai Prg locali – era necessario il consenso unanime di tutti gli enti locali coinvolti, salva la possibilita` di approvare l`opera con delibera di Consiglio dei ministri (cosa che nella realta` e` avvenuta pochissime volte).

Ora, anche senza unanimita`, il ministero delle Infrastrutture potra` chiudere la conferenza «valutate le risultanze della conferenza di servizi e tenuto conto delle posizioni prevalenti», purche` ci sia l` «intesa con la Regione interessata».
In pratica “a maggioranza“, con un criterio pero` piu` flessibile del semplice numero di voti espressi.

La scomparsa del potere di veto dei singoli Comuni dovrebbe limitare fortemente le richieste degli enti locali in termini di varianti o opere compensative. E dunque velocizzare l`iter e ridurre i costi.

Il Dlgs 152/2008, modificando l`articolo 153 del Codice appalti, ha introdotto (a partire dal 17 ottobre scorso) una nuova procedura, piu` veloce, per i project financing nei quali il progetto nasca da una proposta di soggetti privati (i promotori).

Mentre in precedenza queste proposte dovevano prima essere vagliate dalla pubblica amministrazione affinche` quella prescelta fosse messa a gara per una “fase due“, ora l`ente appaltante puo` decidere di fare una sola gara e aggiudicare subito la concessione.

Questa norma era gia` nella bozza di decreto legislativo voluta dall`allora ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, ma salto` per la crisi del Governo Prodi. L`Anas ha fatto sapere nelle settimane scorse che la utilizzera` per tutte le nuove gare di project financing.

Piu` controversa – e accolta con freddezza dai costruttori e dalle grandi stazioni appaltanti – e` invece la norma del Dl 185 che consente al Governo di sottoporre a Commissario elenchi di opere statali scelte con Dpcm.

In base ai poteri del Dl 67/1997, i Commissari possono agire in sostituzione degli enti competenti, qualora non sblocchino un`opera entro 30 giorni dal decreto. Un meccanismo che non ha mai dato in passato grandi risultati.

E` soprattutto rivolta alle piccole opere locali, invece, la norma del Dl 162/2008 che consente di fare appalti a trattativa privata (procedura negoziata) fino a 500mila euro di importo, e non piu` 100mila come prima. Norma che potrebbe pero` pagare un prezzo in termini di trasparenza.

Si torna poi alla disciplina valida fino al 2006 nel caso delle concessionarie autostradali, autorizzate dal Ddl milleproroghe (ancora non definitivo) a realizzare tramite affidamento diretto a societa` controllate, senza gara, fino al 60% dei lavori, mentre dal 2007 a oggi era obbligatoria sempre la gara.

Una procedura semplificata che consentira`, secondo Autostrade per l`Italia, di accelerare di otto-dieci mesi i tempi di avvio di una quota rilevante dei propri interventi.

Fonti: www.ance.it e Il Sole 24 Ore

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