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Ordinanza di demolizione: l’incidenza della vetustà dell’abuso

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In che modo rileva ed incide la vetustà di un abuso edilizio con riferimento all’emanazione di un’ordinanza di demolizione?

La risposta giace in un consolidato e risalente orientamento della giurisprudenza amministrativa: secondo tale linea interpretativa giurisprudenziale l’ordinanza di demolizione di opere edilizie abusive si configura come sufficientemente motivata mediante il riferimento ai fatti e alla violazione della disciplina urbanistico-edilizia rilevante, senza che sia necessaria una specifica motivazione sull’interesse pubblico concreto e attuale ad emanare l’ordine repressivo. Tale specifico interesse è infatti ravvisabile nella necessità di ripristinare la legalità violata.

In questo senso è necessario sottolineare che in mancanza di conoscenza dell’illecito da parte dell’amministrazione non può consolidarsi in capo al privato alcun affidamento giuridicamente apprezzabile, il cui sacrificio meriti di essere adeguatamente apprezzato in sede motivazionale.

Leggi anche l’articolo Abuso edilizio risalente: focus sulla buona fede del privato acquirente.

Per chiarire in maniera più approfondita le argomentazioni poste alla base di tale orientamento giurisprudenziale suggeriamo la lettura della recente sentenza del TAR Sardegna, sez. II, 5 ottobre 2015, n. 1059

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