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Patto di stabilità: 20 miliardi di euro bloccati

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Sono migliaia le piccole imprese che aspettano di essere pagate dalla pubblica amministrazione.

Hanno regolarmente onorato i loro contratti di appalto, hanno completato i lavori o consegnato la merce, devono rispondere alle banche che hanno anticipato i fondi e che esigono il rientro. Non di rado sono sull`orlo della chiusura per colpe che non hanno commesso.

Lavorano soprattutto per gli enti locali che, paralizzati dai vincoli finanziari del patto di stabilita` interno, hanno ormai abbandonato il rispetto anche delle piu` elementari regole giuridiche e contrattuali.

Le promesse fatte dal governo di accelerare i pagamenti non hanno prodotto, al momento, risultato.

I costruttori sono tra i piu` arrabbiati per questo trattamento degno di un sistema feudale. L`Associazione nazionale (Ance) ha nuovamente aggiornato le stime sui pagamenti bloccati presso gli enti locali, con una previsione di 11,6 miliardi: dieci miliardi per lavori realizzati dalle imprese in favore dei comuni e 1,6 miliardi per opere provinciali.

Una battaglia in cui i costruttori hanno vicino proprio le associazioni degli enti locali, Anci (comuni) e Upi (province).

Crescono cosi` i residui passivi in conto capitale dei comuni, che gia` a fine 2007 ammontavano a 44 miliardi, di cui 15 spendibili immediatamente. Altri cinque miliardi sono i residui passivi delle province. Si tratta spesso di risorse materialmente presenti nelle casse degli enti locali, ma bloccate dai vincoli del patto.

Se questi sono i conti, con 20 miliardi di residui passivi disponibili e bloccati, non ci sono soltanto gli 11,6 miliardi di opere gia` realizzate a candidarsi all`utilizzo dei fondi bloccati. L`Ance rilancia il piano delle piccole opere immediatamente cantierabili che ha avuto un primo, parziale finanziamento nazionale, ma potrebbe recuperare risorse anche locali.

Le tipologie di opere bloccate variano ai due livelli, municipale e provinciale. Per i comuni prevale la spesa in edilizia scolastica, che corrisponde al 55,9% del totale dei fondi bloccati, con la viabilita` in seconda posizione al 17,9 per cento. Una quota consistente anche per la gestione degli immobili (9,1%).

Per le province sono invece le strade a risentire principalmente del blocco dei pagamenti alle opere gia` realizzate, con 1,1 miliardi su 1,6 complessivi. Segue l`edilizia scolastica con 260 milioni. Stessa graduatoria anche per le opere potenzialmente finanziabili, con il peso di strade e viabilita` a 2,8 miliardi su 3,6 totali.
 
 Fonti: Ance e Il Sole 24 Ore

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