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Piano Casa, un’altra fumata nera

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Non ci sono risposte alle osservazioni delle Regioni e delle autonomie locali per il decreto legge di semplificazione che dovrebbe accompagnare l’accordo per il rilancio dell’edilizia e quindi “fumata nera” dopo oltre due ore di vertice al ministero per i Rapporti con le Regioni, per sciogliere i nodi posti.

La prevista conferenza Unificata che avrebbe dovuto dare il via libera al provvedimento, necessario per portarlo al Consiglio dei Ministri, è saltata.
“Il testo – ha spiegato il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto – sarebbe andato in Consiglio dei Ministri solo a condizione del raggiungimento dell’intesa con le Regioni e le altre autonomie locali. Lo porteremo – dice – quando ci sara’ l’accordo”.

Per il presidente della Conferenza Regioni, Vasco Errani,” le regioni, unitariamente attendono precise risposte a richieste fondamentali che il Governo ancora non ci ha dato”.

Eppure l‘intesa sul “piano per il rilancio dell’edilizia” sembrava possibile, pur restando nel pomeriggio ancora nodi da sciogliere quando cioè si è dovuto registrare prima lo slittamento alle 18.30 poi il definitivo rinvio della Conferenza Unificata straordinaria sul piano per il rilancio dell’edilizia (inizialmente convocata per le 16.00 nella sede del Dipartimento per gli affari regionali.)

La riunione avrebbe potuto riaprirsi se l’incontro politico tra il ministro per gli affari regionali Raffaele Fitto, per la semplificazione Roberto Calderoli, il sottosegretario agli interni Michelino Davico e per le regioni il Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, oltre ad alcuni tecnici in rappresentanza di comuni e province, avesse avuto un esito positivo. Così non è stato.

La sospensione si era resa, del resto, necessaria per cercare di giungere ad un accordo sui punti ancora non chiariti; tra questi la semplificazione della procedura per la Valutazione ambientale strategica (Vas).

Quindi l’accordo che molti davano quasi per raggiunto in vista del consiglio dei ministri di domani, sembra nuovamente allontanarsi. I tempi restano strettissimi, ma il provvedimento calendarizzato per il Consiglio dei ministri del 15 maggio subisce l’ennesimo slittamento.

Tra le misure che servirebbero per completare il quadro del provvedimento, dopo le osservazioni delle Regioni, l’inserimento degli sgravi irpef del 55 per cento per tutti i lavori di ristrutturazione degli immobili privati e una deroga agli enti locali per l’assunzione del personale tecnico per la gestione dell’attuazione delle norme antisismiche.

“Noi – ha spiegato (al termine della Conferenza delle Regioni svoltasi in mattinata) il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani – siamo pronti e vogliamo fare sul serio.

Ora occorre verificare se ci sono i presupposti per raggiungere l’intesa perché – prosegue – si tratterebbe anche di innescare un’importante misura anticiclica capace, da una parte di rilanciare il settore dell’edilizia, e dall’altra, di fare arrivare nuove entrate per lo Stato”. 

Tra gli altri punti su cui le regioni insistono, rispetto al piano casa, c’e’ ”una conseguenza delle giuste scelte sulle norme antisismiche – ha aggiunto Errani – e cioè la necessità di una deroga per quanto riguarda le assunzioni di personale per poter garantire controlli”.

In sostanza, sintetizza Errani, servono ”gli strumenti per far funzionare le norme antisismiche” ed è necessaria una ”azione coerente con gli obiettivi che abbiamo proposto”.

Solo così secondo Errani, si potrà garantire un”’iniziativa anti ciclica” capace di ”portare nuove entrate allo Stato e di avviare una azione coerente per la messa in sicurezza delle abitazioni”.

Anche l’Anci, spiega Sergio Chiamparino,”attende di verificare, in Conferenza Unificata, come siano stati chiariti i due punti critici ancora irrisolti: quello della auspicabile deroga agli enti locali per la assunzione di personale tecnico per la gestione della attuazione delle norme antisismiche e quello della altrettanto auspicabile semplificazione della procedura per la valutazione ambientale strategica (Vas), prevedendo nella sostanza che essa sia necessaria solamente per gli strumenti generali di pianificazione che abbiano effetti significativi sull’ambiente”.

Sergio Chiamparino, Presidente dell’Anci, ha ricordato che ”’in sede tecnica sono state accolte le proposte Anci relative alla reintroduzione del rispetto ”’degli strumenti urbanistici comunali” in materia di attività edilizia libera (art.1), al rafforzamento delle ”’misure urgenti in materia antisismica e di sicurezza delle costruzioni” (art. 2), all’equa distribuzione dei benefici e degli oneri derivanti dagli interventi di trasformazione sempre nel rispetto del piano urbanistico ed al ”’fondo per l’accesso al credito per l’acquisto della prima casa” (art. 7)”.

‘Siamo ancora in attesa che il governo ci dia delle risposte sulle richieste di modifica al  testo del decreto legge sulle misure urgenti in materia di  edilizia, urbanistica ed opere pubbliche”, ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni,  Vasco Errani, al termine del confronto politico al Dipartimento degli affari regionali sul decreto legge che dovrebbe fra da corollario al piano per il rilancio dell’edilizia. […]

Fonte: www.regioni.it

 

 

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