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Piano di lottizzazione d’ufficio, il potere decisionale del Comune

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Nel caso in cui i proprietari delle aree non abbiano realizzato le opere di urbanizzazione ovvero non abbiano accettato di stipulare la convenzione, è legittima la formazione d’ufficio del piano di lottizzazione.

Lo ha stabilito il Consiglio di Stato con la sentenza n. 5501 dell’11 ottobre scorso.

Nel caso in esame, i giudici di Palazzo Spada fanno notare come, ricorrendo la necessità di procedere al completamento delle infrastrutture necessarie, la decisione del Comune di procedere a lottizzazione d’ufficio per l’urbanizzazione dell’area appaia del tutto legittima in presenza dell’ostruzione di alcuni proprietari alla lottizzazione convenzionale.

“Il Comune – aggiungono i giudici –  ha il potere-dovere di verificare se le costruzioni edificande siano assentibili con concessioni singole ovvero se, al contrario, lo sviluppo della previsione urbanistica non necessiti della predisposizione di un piano di lottizzazione, al fine di raccordare i nuovi fabbricati col preesistente aggregato abitativo e di completare le urbanizzazioni.

Infatti, anche quando possono essere imposte opere di urbanizzazione all’atto del rilascio del singolo provvedimento permissivo, la diversità dei presupposti di fatto e delle differenti esigenze che sorreggono, da un lato, la concessione singola e, dall’altro, la lottizzazione, comportano che l’amministrazione possa, e debba, sempre valutare i riflessi discendenti dall’aumento insediativo sui servizi essenziali viari, elettrici, igienici, idrici e fognari”.

Secondo i giudici il Comune può, dunque, sempre giudicare necessario il piano di lottizzazione per l’edificazione quando ritenga che, essendo la zona priva di sufficienti infrastrutture, non possa farsi luogo a singola concessione edilizia.

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