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Piemonte: Piano Casa e programmazione del territorio

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Confermati gli impegni della Regione per la casa
L’Assessore all’Edilizia residenziale, Sergio Conti, interviene con alcune puntualizzazioni in merito all’utilizzo e alla destinazione dei fondi per il Programma Casa della Regione.
“L’attuale Giunta ha accertato, a partire dal suo insediamento, che i trasferimenti statali maturati, finalizzati all’accesso alla casa, (in totale nel 2006 408 milioni di euro), mentre erano iscrivibili nel bilancio di competenza, non erano altrettanto disponibili in quello di cassa, a causa della mancata programmazione del loro utilizzo da parte della precedente amministrazione- afferma Conti.”

La Giunta Bresso ha avviato a fine 2005 la rilevazione del fabbisogno esistente e ha provveduto alla programmazione delle risorse statali inutilizzate, incrementandole con fondi aggiuntivi di provenienza regionale. E’ stato così attivato il più imponente Programma per la casa a livello nazionale, dotandolo di complessivi 748 milioni di euro.

Con l’attività del primo biennio di tale Programma – approvato a dicembre 2006 e con i bandi aperti nel febbraio successivo – sono stati assegnati finanziamenti ai soggetti operatori per realizzare 5.444 alloggi, 23 studi di fattibilità e 18 agenzie sociali per la locazione, utilizzando integralmente le risorse che la sua programmazione ha reso disponibili nel periodo considerato, pari a 306,900 milioni di euro.
Si tratta di un risultato di assoluto rilievo che va ben oltre le previsioni iniziali, che stimavano in 4.200 alloggi l’obiettivo da raggiungere.

La Giunta ha inoltre raddoppiato il numero delle domande ammesse a contributo per i giovani, passando da 700 a 1.400 mentre, per quanto riguarda gli anziani, gli alloggi finanziati sono stati 430. E’ stata data poi immediata risposta al fabbisogno presente nella città di Torino, finanziando al Comune l’acquisto di 351 alloggi, assegnabili in tempi brevi ai canoni d’affitto di edilizia sovvenzionata, la più favorevole per i soggetti a rischio.

Infine, la Giunta regionale ha definito recentemente le Linee guida per il social housing, a integrazione del Programma casa, i cui interventi sono volti alla realizzazione di due macro-tipologie: residenze temporanee – a loro volta articolate in alloggi individuali, residenze collettive e alloggi per l’inclusione sociale, quali microcomunità protette o pensioni/alberghi sociali – e alloggi individuali destinati alla locazione permanente.
Partirà a breve, mediante casi pilota, una fase di sperimentazione di questa ulteriore risposta alle articolate problematiche delle fasce deboli.
“Ricordo, inoltre,- sottolinea Conti- lo stanziamento da parte della Regione di 41 milioni di euro a cofinanziamento dei circa 77 milioni di provenienza statale per attuare il programma “Contratti di quartiere II” che, attraverso progetti di recupero urbano, vuole rispondere non solo al fabbisogno abitativo ma anche alla necessità di inclusione sociale.”
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Approvata dalla Giunta la proposta di riordino delle Comunità montane
Con la delibera approvata lunedì scorso, la Giunta regionale propone al consiglio regionale le aree omogenee che andranno a formare le nuove Comunità montane del Piemonte.

Rispetto al tetto massimo di 23 previsto dalla legge regionale approvata lo scorso giugno, le nuove Comunità montane individuate dalla Giunta sono 21: 5 rispettivamente nelle province di Torino e di Cuneo, 1 rispettivamente in quelle di Asti e di Vercelli, 2 nell’Alessandrino, 3 nel Biellese, 4 nel VCO e nella provincia di Novara.

“La scelta della Giunta – afferma l’assessore allo Sviluppo della montagna e Foreste Bruna Sibille – è stata quella di mettere insieme i territori omogenei dal punto di vista geografico, del numero degli abitanti e dei comuni che ne fanno parte.

Per arrivare al disegno territoriale presentato nella delibera, abbiamo ascoltato tutte le parti in causa e le diverse proposte provenienti dalle varie aree della regione, ben consapevoli del fatto che ogni cambiamento crea resistenze e difficoltà e che quindi la sintesi trovata può non soddisfare tutti gli enti interessati dalla riforma.”

Ora tocca quindi al Consiglio regionale discutere la delibera della Giunta e infine decidere: lo farà a partire dalla prossima settimana, mentre i nuovi enti inizieranno a operare dopo la prossima tornata di elezioni amministrative del 2009.

Fonte: www.regione.piemonte.it

 

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