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Piemonte: ritorno al nucleare?

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"Il nucleare è una tecnologia troppo costosa e i suoi rischi, pur bassissimi, esistono e non possono essere ignorati. Bisogna evitarlo e puntare sulle energie rinnovabili, che sono pulite, sicure, e possono essere utilizzate con costi convenienti": la presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, replica così alla proposta del Governo di reintrodurre il nucleare in Italia.

"Per il momento – afferma – quello del Governo é soltanto un annuncio, e si dovrà capire che cosa voglia dire. Noi puntiamo sulle fonti rinnovabili, perché pensiamo che con queste tecnologie si potrebbe arrivare a produrre fino al 40-50% di ciò che occorre per i nostri consumi energetici. Non avrebbe senso fare una centrale nucleare che ha una potenza e costi molto rilevanti per produrre acqua a temperature di 50-60 gradi. Il nucleare è al momento una tecnologia molto costosa, perché bisogna considerare anche l’onerosissimo smantellamento alla fine della vita dell’impianto". "In ogni caso – contnua Bresso – una centrale nucleare non potrebbe essere realizzata in Piemonte. Un impianto del genere in mezzo alla Pianura padana e lungo il Po, in caso di incidente, metterebbe in discussione tutta l’area dove viene prodotta la grande maggioranza del cibo e dove c’é la maggior parte dell’acqua disponibile in Italia. Un incidente qui provocherebbe un disastro di proporzioni tali che non può essere corso in nessun caso. Se l’Italia vuole tornare al nucleare, studi situazioni meno a rischio, ad esempio sul mare".

L’assessore all’Ambiente, Nicola de Ruggiero, ha sottolineato dal canto suo che "prima di discutere di una nuova politica del nucleare in Italia, il Governo deve dare una risposta definitiva al problema delle scorie radioattive che oggi giacciono in Piemonte in attesa di essere trattate e rese innocue". "Aspettiamo che venga scelto definitivamente il sito unico nazionale di stoccaggio – ha aggiunto – ripetendo ancora una volta che non dovrà essere localizzato in Piemonte, che ha già contribuito in modo considerevole per una politica, oggi emergenza da tenere sotto controllo, di carattere nazionale. Stiamo impegnando risorse economiche importanti per verificare costantemente gli effetti dei depositi di Saluggia sulle falde acquifere, così come tecnici di alta professionalità che Arpa mette a disposizione per monitorare le aree interessate". "Sono d’accordo con Bresso – ha proseguito l’assessore – che considera sbagliata l’ipotesi di costruire nuove centrali nell’area della Pianura padana. La carenza idrica che si registra ormai da tempo impedirebbe l’attività di raffreddamento di impianti che necessitano di molta acqua per funzionare, Per non parlare di eventuali incidenti che sarebbero disastrosi nell’area più abitata ed economicamente più avanzata del Paese".

 

Fonte: www.regione.piemonte.it

 

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