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Poco elettrosmog nelle abitazioni private altoatesine

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L’assessore provinciale all’ambiente Michl Laimer si dice soddisfatto dell’esito dello studio sull’elettrosmog nelle abitazioni private dell’Alto Adige concluso di recente.

I dati rilevati riferiscono che sia nella zona giorno che in quella notte delle abitazioni l’inquinamento indotto dai campi elettrici prodotti dalle apparecchiature elettroniche sono limitati. Lo studio è stato condotto negli ultimi due anni in Alto Adige dall’Agenzia provinciale per l’ambiente e dal Centro di ricerca “Forschungszentrum für Nutzerzentrierte Technologien” di Dornbirn.

Secondo il responsabile dello studio, Guido Kempter, la situazione favorevole va ricondotta agli elevati obiettivi qualitativi posti dall’Agenzia provinciale per l’ambiente per ridurre l’elettrosmog, inevitabile al giorno d’oggi.

Nell’ambito dello studio sono stati rilevati dal punto di vista soggettivo ed oggettivoi campi elettrici ed elettromagnetici nell’ambito abitativo ed indagati i possibili nessi con disturbi della salute degli abitanti.

L’indagine soggettiva è avvenuta sottoponendo un campione rappresentativo della popolazione altoatesina ad una serie di domande tramite questionario. 430 i questionari restituiti e quindi confrontati con analoghi studi eseguiti in altri Stati, quali la Svezia, la Svizzera e la California.

L’indagine oggettiva è stata eseguita dall’Agenzia provinciale per l’ambiente; i tecnici hanno eseguito una misurazione a banda larga dei campi magnetici a bassa frequenza e di quelli ad alta frequenza direttamente nelle aree abitate da 81 cittadini individuati tramite i questionari campione.

I valori massimi registrati sono stati di 1.220 nT, o nano Testa, a fronte di un valore limite di 10.000 nT, per quanto attiene i campi a bassa frequenza (linee elettriche, apparecchiature elettriche della casa, ecc.) e di 0,8 V/m, o Volt al metro, per i campi ad alta frequenza (impianti di trasmissione mobili, radio e TV).

Ne risulta che i valori sono chiaramente sotto i valori limite prescritti dalla normativa in Italia e sono inferiori rispetto ad esempio a quelli della vicina Svizzera, che vale quale regione esemplare.

L’assessore Michl Laimer ed il direttore dell’Agenzia provinciale per l’ambiente, Luigi Minach, vedono in questi dati una conferma delle intense trattative condotte con i gestori per ottimizzare le dislocazioni di impianti di trasmissione e le linee di alta tensione.

Come sottolinea l’ass. Laimer l’obiettivo perseguito è quello di continuare a mantenere ai livelli più bassi possibili l’elettrosmog per la popolazione nonostante l’inevitabile tecnologizzazione.

All’esito positivo ha contribuito sensibilmente la buona collaborazione con i Comuni, come ha proseguito Laimer. In casi di problematicità si cerca, infatti, se possibile, di spostare le linee elettriche esistenti; il problema principale resta comunque il finanziamento.

Quando si tratta di istituire nuove linee elettriche di alta tensione vengono posti severi obiettivi qualitativi che si posizionano ben al di sotto dei valori limite previsti dalla normativa ed in tal modo, come prosegue l’ass. Laimer offriamo la massima sicurezza a fronte dell’attuale standard di conoscenza.

Il direttore dell’Agenzia provinciale per l’ambiente, Luigi Minach, si è detto soddisfatto che la maggior parte dei piccoli centri abitati nelle zone rurali è rimasto indenne da linee elettriche di alta tensione come richiesto dagli abitanti, visto che esse sono state autorizzate esclusivamente al di fuori.

Nei centri maggiori, dove questa strategia non era possibile per motivi tecnici, si è puntato su un limite qualitativo ancora più rigido (3 V/m) rispetto al resto d’Italia, in modo tale che i centri altoatesini l’elettrosmog risulta essere molto basso nel confronto a livello europeo.

In base agli esiti dello studio, il responsabile di progetto, Kempter, suggerisce che l’Agenzia provinciale per l’ambiente prosegua conseguentemente anche in futuro con i propri obiettivi qualitativi di riduzione dell’elettrosmog. A tal riguardo ll’ass. Laimer, ha commentato come lo studio abbia indicato un programma per il futuro.

Inoltre, i dati rilevati indicano come l’8 per cento della popolazione altoatesina è convinta di essere colpita nella salute da parte dei campi elettrici. Per il loro nervosismo, per i loro disturbi del sonno ecc. adducono quale causa l’impiego regolare delle proprie apparecchiature elettriche.

In effetti questa fascia di popolazione è sottoposta maggiormente a campi elettrici a bassa frequenza soprattutto nelle abitazioni dove sono allestiti luoghi di lavoro con computer  ecc. Per tale ragione, come sottolinea Minach, proprio nei luoghi di lavoro privati si dovrebbe provvedere assolutamente ad un allestimento adeguato.

Negli ambiti ad alta frequenza, invece, pur sempre sotto i valori limite, non sono stati registrati elevati valori analoghi a quelli prodotti da telefoni cellulari o forni a microonde. In questo caso il numero delle persone sensibili ai campi elettrici risulta corrispondere alla media europea.

A breve, come ha annunciato l’ass. Laimer, sarà avviata una camapgan di informazione per sensibilizzare i cittadini sul fatto che essi stessi possono contribuire a ridurre l’elettrosmog, comprando ad esempio apparecchiature idonee e spegnendo i dispositivi inutilizzati.

Ulteriori informazioni sulle misurazioni ed informazioni generali sui siti di trasmissione possono essere ottenute presso l’Agenzia provinciale per l’ambiente – Laboratorio di chimica fisica o sulla pagina Internet http://gis.gvcc.net/elettrosmog e alla pagina http://www.provinz.bz.it/umweltagentur/strahlungen/sender.asp

Fonte: www.provincia.bz.it

 

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