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Progettazione, allarme Unitel sull’esclusione dei tecnici della p.a.

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È al vaglio della Commissione Ambiente e Lavori pubblici della Camera dei Deputati la proposta di legge, appoggiata dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (Cnappc) e firmata da 138 parlamentari di tutti i gruppi politici.

Il testo  modifica il Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 163/2006), introducendo alcune misure come:
– il taglio da 100mila a 40 mila euro della soglia per le trattative private,
– l’obbligo di effettuare i concorsi di progettazione per opere di particolare interesse pubblico,
– introduzione della figura dell’advisor per aiutare le p.a. a gestire le gare,
– eliminazione delle gare sul progetto preliminare,
– eliminazione dei requisiti di fatturato e organico per accedere alle gare,
 – iter semplificati per i titoli abilitativi,
– incentivi ai privati  che ricorrono ai concorsi di progettaizone per selezionare i progetti delle opere di nuova costruzione.

“Alcuni degli elementi fondanti della proposta di legge sull’architettura – quelli relativi a concorrenza, innovazione, investimento sul futuro attraverso la valorizzazione dei giovani –  dovrebbero essere inseriti nel prossimo DL Sviluppo: offrono infatti idee e proposte per sostenere, a costo zero, la crescita del nostro Paese”, aveva commentato  il presidente del Cnappc, Leopoldo Freyrie, nel corso della presentazione sulla proposta di legge qualche giorno fa.

A suscitare polemica è però l’articolo 8 di questa proposta di legge che, apportando modifiche all’articolo 90 del Codice, toglie ai professionisti tecnici interni alle p.a. le prestazioni relative alla progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva di lavoril, asciando esclusivamente i compiti di pianificazione urbanistica.

“Sono costretto a segnalare alla vostra sensibilità l’assurdo tentativo, per evidenti interessi di classe e/o di parte, di penalizzare i tecnici pubblici dipendenti ed in generale il superiore pubblico interesse che essi rappresentano e perseguono – ha commentato Bernardino Primiani, presidente Unite in una lettera indirizzata ai presidenti di Camera, Senato e delle Commissioni parlamentari -.

“Oggi ci troviamo a fronteggiare, ancora una volta, un’assurda proposta di legge, forse funzionale ad interessi di alcuni settori produttivi del paese, rispettabili ma non preponderanti,  che prevede l’abrogazione dell’art.90 c. 1 lett.a-b-c del Dlgs 163/06 (Codice dei contratti in materia di Lavori Pubblici Servizi e Forniture), quindi l’abrogazione in via preliminare di tutta la progettazione (dallo studio di fattibilità all’esecutiva) ivi compreso -direzione lavori- misure-contabilità-ecc. da parte degli Uffici Tecnici della Pubblica Amministrazione, ad esclusivo vantaggio dei liberi professionisti.

Oltre a depauperare la professionalità dei professionisti interni della P.A., e le correlate possibilità di accrescimento di competenze – aggiunge Primiani – , la norma comporta  un’automatico  aumento esponenziale dei costi per spese tecniche per tutte le pubbliche amministrazioni, oltre a porre seri “dubbi” sulla effettiva fattibilità operativa di un iter procedimentale degli interventi frammentato e complicatissimo, da gestire spesso con carenze di risorse umane nelle realtà più piccole”.

Il presidente di Unitel lancia l’allarme sullo spirito della proposta di legge in discussione che “tende ad escludere e/o marginalizzare il ruolo della Pubblica Amministrazione nell’uso e gestione del territorio, demandando a soggetti privati competenze proprie sancite dalla Costituzione. Addirittura v’è la previsione che le commissioni giudicatrici siano presiedute da soggetti esterni alla P.A”.

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