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Progetto di bioedilizia in Umbria

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Sono stati inaugurati nei giorni scorsi a Perugia 26 appartamenti utilizzano fonti energetiche rinnovabili. La loro realizzazione è stata cofinanziata dalla Regione.

“La Regione Umbria – ha detto l’assessore regionale alle politiche abitative e all’edilizia pubblica, Damiano Stufara – sta investendo notevoli risorse per dare risposta al disagio abitativo.

Abbiamo avviato la costruzione di mille 700 alloggi di diverse tipologie e per i prossimi tre anni pensiamo di mantenerci sullo stesso livello.
La volontà è quella di intensificare la nostra azione puntando, oltre che sulla quantità, anche sulla qualità degli alloggi.

Ciò spiega il senso dei due bandi riservati alla realizzazione di alloggi (con il primo 100 già quasi tutti realizzati e con il secondo 80) che sperimentano soluzioni di biorchitettura e privilegiano il risparmio energetico.
In particolare – ha aggiunto – al complesso residenziale di Ponte Pattoli la Regione Umbria ha destinato 901mila euro”. 

L’assessore ha precisato che le “sperimentazioni” nel campo dell’edilizia sostenibile per l’edilizia pubblica diventeranno la “normalità”:
“La sostenibilità ambientale – ha detto – sarà alla base degli interventi finanziati dalla Regione.

Infatti, stiamo preparando altri due bandi per la realizzazione attraverso gli ‘Ater’ di due complessi residenziali nelle provincia di Perugia e Terni che dovrebbero rappresentare prototipi di bioarchitettura spinta. I progettisti saranno individuati attraverso un concorso nazionale pubblico”. 

L’architetto Angelo Ammenti, responsabile dell’ufficio tecnico della “Coop Umbria Casa”, che ha curato la progettazione e realizzazione del complesso, ha spiegato che “tra le caratteristiche dei 26 alloggi ci sono il contenimento dei consumi energetici e la valorizzazione dei fattori ambientali”.

“Si tratta di un complesso residenziale costruito nel rispetto della sostenibilità edilizia – ha detto –  con consumi energetici per il riscaldamento invernale ridotti mediamente di oltre il 50 per cento rispetto a quelli fissati dalla normativa attualmente in vigore e inferiori del 35 per cento rispetto ai nuovi limiti stabiliti dalla legge per il 2010”.

“In pratica – ha aggiunto – l’adozione di impianti di riscaldamento a pavimento combinati con caldaie a condensazione, consente di assicurare da un lato un uniforme ed elevato confort abitativo in tutti gli ambienti, dall’altro di ottimizzare lo sfruttamento dell’energia impiegata per il riscaldamento dell’acqua (le caldaie a condensazione hanno una resa superiore di circa il 25 per cento rispetto a quelle tradizionali) che circola nell’impianto a bassa temperatura.

I pannelli solari per la produzione di acqua calda ed i pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica consentono un ulteriore risparmio economico utilizzando una fonte energetica rinnovabile”.

All’interno del complesso residenziale sono previste cisterne di raccolta dell’acqua piovana per usi irrigui ed un impianto di fitodepurazione che depura le acque nere prima della loro immissione nella rete pubblica. Le acque depurate dal processo possono anche essere utilizzate per l’irrigazione con impianto a goccia.

Le serre solari realizzate consentono invece di accumulare calore solare in inverno contribuendo al riscaldamento complessivo e consentendo un ampliamento degli ambienti abitabili dell’alloggio anche nella stagione più fredda.

Le murature di circa 50 centimetri di spessore, assicurano una maggiore inerzia termica rispetto a quelle tradizionali. Con la loro massa rallentano la trasmissione del caldo e del freddo dall’esterno all’interno degli alloggi migliorandone il comfort abitativo.

I tetti ventilati riducono la trasmissione del calore in estate dalla falda dei tetti agli ambienti sottostanti rendendoli così fruibili in tutte le stagioni.

Fonte: www.regione.umbria.it

 

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