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Prosegue l’esame del decreto correttivo del codice ambientale

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In commissione Ambiente della Camera prosegue con difficoltà l’esame dello “Schema di decreto legislativo concernente ulteriori disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale”.

Il Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio è intervenuto il 16 ottobre in Commissione ricordando le numerose procedure comunitarie di infrazione che le nuove modifiche al Codice andrebbero a risolvere e facendo presente la necessità di rendere più leggibile e condivisa la normativa in materia ambientale. In materia di VIA, VAS e IPPC il Governo intende correggere le norme vigenti anche per rispondere a quattro procedure di infrazione comunitaria, attualmente pendenti, relative alla partecipazione del pubblico ai processi decisionali, allo spostamento della valutazione dal progetto preliminare al progetto definitivo, alla mancata distinzione tra procedure di VIA e procedure di VAS e all’obbligo di sottoporre a VIA tutte le opere contenute negli allegati previsti dalle direttive comunitarie.

Per quanto riguarda invece i tempi di espletamento delle procedure, l’obiettivo è quello di non superare i 150 giorni dalla richiesta (attualmente i tempi si allungano anche a causa delle numerose richieste di integrazione formulate direttamente dalle imprese; la stessa “Legge Obiettivo”, con norme speciali in materia di VIA, ha ritardato anziché accelerare l’espressione delle valutazioni dei competenti organismi.

Tutto questo non è però sufficiente a far cambiare idea all’opposizione che ha ribadito l’ intenzione di non partecipare all’esame del provvedimento, ritenuto illegittimo. Tuttavia il Comitato per la legislazione – chiamato ad esprimere il proprio parere sulla legittimità del provvedimento – ha dato il via libera al prosieguo dei lavori della Commissione, ritenendo non decaduti i poteri correttivi delegati del Governo. Si sono svolte le previste audizioni informali: Confindustria ritiene inaccettabile la norma sul silenzio-diniego nelle procedure di VIA. Secondo Emma Marcegaglia (vicepresidente di Confindustria), la norma, che considera come un rifiuto il silenzio della pubblica amministrazione, è illegittima dal punto di vista procedurale e errata nei contenuti.

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