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Protezione civile S.p.A.: stop dal Governo

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La protezione civile resterà un dipartimento e non sarà affiancata da una società per azioni: dopo gli annunci, il governo mette nero su bianco lo stop e con un emendamento a firma del relatore al decreto legge sulle emergenze cancella la norma varata a fine dicembre.

Per una norma che salta, una norma però arriva: l’Esecutivo ha infatti approfittato del ‘treno’ rappresentato dal dl e a sorpresa ha deciso di introdurre la possibilità di sospendere le tasse, fino a 6 mesi, in tutti i territori colpiti dalle calamità naturali.

Una misura che per essere attuata avrà bisogno di un decreto del ministero dell’Economia e sulla quale, secondo quanto si apprende, penderebbe qualche perplessità circa gli oneri.
Il fronte delle coperture d’altro canto è sempre tra i più impegnativi da affrontare come dimostra la sorte toccata alla proposta, a firma del governo, che prevedeva l’esclusione ai fini del patto di stabilità interno delle spese degli Enti locali per i grandi eventi.

Il decreto legge da domani sarà comunque all’esame dell’Aula di Montecitorio e questo rappresenta l’ultimo spazio per eventuali modifiche dal momento che il testo deve tornare al Senato e deve essere convertito in legge entro la fine di febbraio pena la decadenza. E proprio i tempi stretti potrebbero indurre il governo a blindarne l’esame chiedendo la fiducia entro giovedì.

D’altro canto la maggioranza non sembra intenzionata a cambiare ulteriormente il provvedimento dopo le modifiche decise durante i lavori in commissione che hanno riguardato diversi capitoli oltre quello della protezione civile s.p.a.

Con un pacchetto di emendamenti governo-relatore infatti sono stati messi paletti al cosiddetto ‘scudo’ per i commissari in Campania, si sono cancellati i poteri di vigilanza sulla Croce Rossa che inizialmente erano stati affidati al dipartimento guidato da Bertolaso, si è quantificato con esattezza il “prezzo” del termovalorizzatore di Acerra (355 milioni) e si é fatto un passo indietro sui commissari per le reti di energia che tornano a essere equiparati a tutti gli altri commissari straordinari del governo.

Lo stralcio dell’art.16 sulla Protezione Civile S.p.A. è stata ben accolta dalla Federazione degli Architetti.

“Bene ha fatto il Governo a stralciare l’articolo 16 del provvedimento in discussione alla Camera e che avrebbe costituito la Protezione Civile spa. Siamo ora in attesa di conoscere nel dettaglio il contenuto preciso degli emendamenti presentati dal relatore on. Ghiglia, e soprattutto dell’annunciato maxi emendamento presentato dal Governo e su cui l’Esecutivo di appresterebbe a chiedere la fiducia dell’Aula di Montecitorio”.
Lo afferma il presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, Massimo Gallione.

“Gli oltre 145mila architetti italiani – sottolinea ancora il Presidente del Consiglio Nazionale, Massimo Gallione – sono convinti che la gestione emergenziale delle procedure connesse alla progettazione ed alla realizzazione delle opere pubbliche debba necessariamente essere riservata a circostanze ed eventi di tipo calamitoso che hanno caratteristiche di evidente urgenza, imprevedibilità e limitata durata nel tempo.”

“Confermo ancora una volta – dice ancora Gallione – la richiesta di attivazione di un tavolo di confronto sulla semplificazione delle procedure relative all’edilizia ed ai lavori pubblici.

Governo, Pubbliche amministrazioni e categorie professionali possono, insieme e in tempi brevi, condurre alla identificazione di misure capaci di snellire le procedure di gara e dei tempi di realizzazione delle opere, pur nel rispetto delle prerogative di garanzia della ottimale gestione delle risorse, pubbliche e private, interessate dal sistema degli appalti”.

“La crisi, che colpisce con particolare violenza i professionisti impegnati nel settore della progettazione edilizia – conclude Gallione – deve essere affrontata con provvedimenti strutturali capaci, tra le altre cose, anche di condurre alla semplificazione delle procedure amministrative, alla riduzione dei tempi burocratici e, quindi, ad un doveroso risparmio di risorse; in tal senso, la società prevista dal governo appariva come la risposta sbagliata ad un problema reale”.

Fonti: Ansa e Cnappc

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