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Regolamento edilizio unico per tutti Comuni: è giunto il momento?

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Regolamento edilizio unico per i Comuni italiani: e venne il giorno? Così sembrerebbe, osservando la “schedule” del Governo Renzi nel suo frenetico (e spesso confusionario) percorso verso le riforme volte a far ripartire il paese.

Il decreto cardine per il comparto dell’edilizia è il cd. “Sblocca Italia” (di cui abbiamo tracciato alcune ghiotte anticipazioni ormai due mesi fa, su Ediltecnico.it): il presidente Renzi ne aveva caldeggiato la transizione in Consiglio dei Ministri per il 31 luglio, ma la proiezioni più realistiche si sostanziano in uno slittamento temporale al post-vacanze (dopo la metà di agosto), al fine di recuperare qualche giorno di dibattito parlamentare.

Il punto centrale che racchiude le maggiori novità in materia è appunto il regolamento edilizio unico standard per tutti i Comuni italiani (che sono oltre 8mila): l’idea originaria del percorso di riforma in questa direzione proviene dal Consiglio Nazionale degli Architetti in un’ottica generalizzato superamento dell’orizzonte di frammentazione che fino ad oggi ha dominato la materia degli adempimenti in edilizia. Valicando così un evidente ostacolo alla trasparenza ed un muro insormontabile alla leale competizione tra professionisti e imprese tra un comune e l’altro.

All’interno del regolamento potrebbero confluire anche alcune definizioni ambientali e di igiene (gli Architetti avevano suggerito modifiche in tal senso): quello che è certo è che il Governo varerà il provvedimento con il regolamento standard unificato per tutta la penisola. Ovviamente le amministrazioni comunali avranno la facoltà di adattare il regolamento alle peculiari esigenze locali.

 

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