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Regolamento unico edilizio: cosa afferma lo Sblocca Italia

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Il Decreto Sblocca Italia è diventato legge proprio nel corso di questa settimana: la conversione (operata attraverso la legge 11 novembre 2014, n. 164) porta con sé novità di rilievo per il settore.

Negli scorsi giorni abbiamo esplorato il tema della manutenzione straordinaria: oggi concentriamo la nostra attenzione sul nuovo Regolamento edilizio unico e sulla nuova regolamentazione degli interventi di conservazione. Per farlo ci avvaliamo della competenza dell’Architetto Mario Di Nicola che su Ediltecnico ha commentato i contenuti del nuovo provvedimento.

“Al fine di semplificare e uniformare le norme e gli adempimenti – scrive Di Nicola su Ediltecnico – sarà adottato uno schema di regolamento edilizio tipo tra Governo, regioni e autonomie locali, in sede di Conferenza unificata. Il regolamento edilizio-tipo, indica i requisiti prestazionali degli edifici, con particolare riguardo alla sicurezza e al risparmio energetico, dev’essere adottato dai comuni”.

Per altre informazioni ed una analisi puntuale sul provvedimento consulta l’e-book di Maggioli Editore intitolato Sblocca Italia. Cosa cambia in edilizia, urbanistica e tutela del paesaggio.

Di Nicola si sofferma inoltre sulla questione degli interventi conservativi: “Sono consentiti interventi di conservazione da effettuare sugli edifici esistenti non più compatibili con gli indirizzi della pianificazione, da individuare con lo strumento urbanistico. In tale ambito l’amministrazione comunale può favorire, in alternativa all’espropriazione, la riqualificazione delle aree attraverso forme di compensazione incidenti sull’area interessata e senza aumento della superficie coperta rispondenti al pubblico interesse e comunque rispettose dell’imparzialità e del buon andamento dell’azione amministrativa. In attesa dell’attuazione del piano, il proprietario può eseguire tutti gli interventi conservativi, ad eccezione della demolizione e successiva ricostruzione non giustificata da obiettive ed improrogabili ragioni di ordine statico od igienico sanitario”.

Fonte: Ediltecnico.it

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