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Riforma Appalti: il nodo dei concorsi pubblici di progettazione

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Iniziato questa settimana l’esame del Nuovo Codice Appalti da parte delle Commissioni di Camera e Senato.

I pareri alla Camera sono predisposti da tre commissioni: le Commissioni sulle Politiche dell’Unione Europea che valuteranno la compatibilità del Nuovo Codice Appalti con le direttive europee 201/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE; le Commissioni Ambiente e Lavori pubblici che saranno tenute a verificare il rispetto da parte del Governo dei principi della legge delega (legge n. 11/2016); le Commissioni Bilancio, le quali si si occuperanno delle questioni relative alla sostenibilità finanziaria del provvedimento.

Ma quali sono i nodi di rilievo che possono sancire il successo del percorso di Riforma degli Appalti nel suo passaggio alle Commissioni? Tra i diversi nodi ne citiamo uno in particolare sollevato dall’Arch. Laura Porporato, consigliere delegato per i lavori pubblici dell’Ordine di Torino (e memro del RPT), su Ediltecnico.it, il quotidiano di riferimento per i professionisti tecnici in Italia: si tratta della promozione della qualità dell’architettura attraverso l’istituto del concorso pubblico di progettazione nei casi di interventi di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, ambientale, paesaggistico. Ecco le richieste:
– Il concorso pubblico è da attivarsi prioritariamente nei casi di rilevante interesse;
– Neccessario l’affidamento diretto dell’incarico di progettazione al vincitore del concorso;
– Serve un Debat public che renda pubblici i risultati della competizione;
– Necessaria la possibilità di dimostrare i requisiti anche attraverso la costituzione in RTP e ciò anche in un secondo tempo;
– Le Commissioni aggiudicatrici devono essere qualificate.

 Per una disamina più approfondita dei temi sollevati dalla Rete delle Professioni Tecniche (RPT) consulta l’articolo integrale firmato dall’Arch. Porporato su Ediltecnico.it.

 

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