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Riforma costituzione: a chi spettano le competenze su energia e ambiente

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È in vigore la legge che traccia i confini della riforma della Costituzione: tra le misure introdotte l’abolizione del bicameralismo perfetto, la riconversione delle Province ed una modifica rilevante del bilanciamento delle competenze legislative tra Stato e Regioni. Il tutto è ovviamente subordinato al referendum confermativo del prossimo ottobre, mediante il quale saranno interpellati i cittadini (va ricordato che in quel caso non vi sarà alcun quorum da oltrepassare).

Ma cosa cambia ufficialmente in materia di competenze tra Regioni e Stato centrale in materia di edilizia, urbanistica ed ambiente?

Una serie di materie esce dalla competenza concorrente e penetra in quella esclusiva dello Stato. Fino ad oggi, in molti ambiti che qui rilevano, come ad esempio governo del territorio, professioni, protezione civile e reti di trasport,o lo Stato determinava i princìpi generali, con le Regioni che erano tenuti poi a determinare puntualmente la normativa entro i binari dei principi dettati a livello centrale.

Tale meccanismo aveva creato sovrapposizioni e cospicue incertezze in merito alle regole da applicare, dando adito a contenziosi e ad una situazione estremamente disomogenea. Ora la legge costituzionale contribuisce a riportare alcune rilevanti competenze sotto l’egida della competenza esclusiva dello Stato, lasciandone altre a quella delle Regioni. Ecco un rapido schema delle competenze dopo la riforma costituzionale.

Alla competenza dello Stato saranno sottoposte:
– la produzione, il trasporto e la distribuzione nazionale dell’energia;
– le disposizioni generali e comuni sul governo del territorio, il sistema nazionale e il coordinamento della protezione civile;
– le infrastrutture strategiche e le grandi reti di trasporto e di navigazione di interesse nazionale e relative norme di sicurezza;
– la tutela e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, l’ambiente e l’ecosistema, l’ordinamento sportivo, le disposizioni generali e comuni sulle attività culturali e sul turismo;
– i porti e gli aeroporti civili di interesse nazionale e internazionale.

Sotto la competenza delle Regioni invece confluiranno:
– la dotazione infrastrutturale;
– la pianificazione del territorio regionale e mobilità al suo interno;
– l’attività culturali di interesse regionale, promozione dei beni ambientali, culturali e paesaggistici;
– la valorizzazione e organizzazione regionale del turismo.

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