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Riforma del catasto: semaforo verde, il primo decreto è in Gazzetta

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Il dado è tratto: è stato finalmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo 17 dicembre 2014, n. 198 sulle commissioni censuarie. Si tratta del primo fondamentale passaggio della riforma del catasto: le commissioni censuarie pertanto tornano ufficialmente a funzionare.

Le commissioni censuarie avevano funzioni importanti già prima della riforma ma a causa del blocco delle nomine che avevano interessato la commissione censuaria centrale, e molte provinciali, da alcuni anni, erano rimaste quiescenti, perdendo di significato operativo.

Le commissioni censuarie rinascono
D’ora in poi la commissione censuaria verrà subordinata a un decreto d’insediamento formato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate entro un anno dall’entrata in vigore del decreto, e consentirà, da una parte, di riprendere le attività di gestione delle revisioni dei quadri tariffari estimali (dalle tariffe, che saranno a metro quadrato, dipenderanno le rendite e i valori su cui calcolare le tasse) e, dall’altra, di validare gli algoritmi che definiranno questi valori e rendite unità per unità.

Il decreto costituisce il provvedimento inaugurale del processo di revisione del sistema catastale (una procedura che verrà portata a termine entro il 2018) idoneo a ridefinire le competenze e il funzionamento delle commissioni provinciali e centrale, modificandone la composizione: tra i sei membri di tali fondamentali commissioni ci saranno due rappresentanti delle Entrate, uno degli enti locali, tre di professionisti, tecnici, docenti qualificati ed esperti di statistica e di econometria, indicati da Ordini e associazioni di categoria.

La riforma del catasto tramite la nuova scansione delle rendite catastali porrà ulteriori oneri tributari sulle spalle dei vessati contribuenti italiani? Per approfondire questo delicato tema leggi l’articolo Riforma del catasto: alla fine ci rimette sempre il contribuente?

Le ragioni del ritardo nella pubblicazione
Sono stati necessari esattamente due mesi per transitare dall’approvazione del decreto alla sua pubblicazione in Gazzetta: le cause del cospicuo ritardo devono ricercarsi nei tentativi del Governo di non garantire la presenza delle associazioni di categoria nelle commissioni locali e centrale, affermata invece con forza dalle commissioni parlamentari e inserita in ultima istanza nel testo definitivo del decreto.

Per altre informazioni leggi l’articolo Riforma catasto, ecco la luce: l’ok del Consiglio dei Ministri.

Va ricordato che tale provvedimento si configura come propedeutico al vero e proprio processo di riforma catasto (come previsto dalla delega fiscale): un processo che consentirà di delineare in maniera inedita l’assetto immobiliare del nostro paese e porterà notevoli ripercussioni (che si spera possano essere positive in termini di equità fiscale) sull’entità del pagamento delle imposte sulla casa.

Fonte: Ediltecnico

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