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Riforma del catasto, tutto congelato per il momento

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Catasto, ma il processo di riforma in quale recesso delle aule parlamentari si è infranto? Negli scorsi mesi il cammino della riforma sembrava ben indirizzato verso un compimento definito. Ora non più, aleggia solo il silenzio.

Nel parlavamo su queste pagine alla fine di giugno, palesando la possibilità concreta di una riforma del catasto a rischio sgretolamento: il testo del decreto attuativo principale sulla riforma del catasto, quello che avrebbe dovuto svelare l’algoritmo utilizzato per ricalcolare le rendite catastali degli immobili degli italiani, non era infatti stato analizzato nel corso del Consiglio dei ministri previsto. Un rinvio che era tuttavia nell’aria: nella delega era previsto che la revisione delle rendite catastali, da qui a cinque anni, momento in cui andrà a regime, avrebbe dovuto garantire l’invarianza del gettito. Ciò significa che qualcuno, in base all’aggiornamento delle rendite, sarebbe pagare più tasse (e qualcun altro meno). Un concetto non facile da spiegare in un clima di tensione politica in cui ogni pretesto è buono per attaccare il Governo Renzi.

Per approfondire leggi anche l’articolo Catasto: lo stop, in attesa della rivoluzione sulla fiscalità.

Insomma, per il momento la riforma pare destinata a restare nel cassetto: dopo essere scaduta la delega, il Governo aveva valutato l’ipotesi di ripresentare il testo a settembre con la Legge di Stabilità, ma il premier continua ad esitare poiché teme che le modifiche possano essere percepita dagli italiani come un aumento indiscriminato delle tasse sulla casa.

Per tutte le informazioni in materia consulta il nostro Speciale in materia di Catasto.

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