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Riforma Pubblica Amministrazione: i dubbi intorno alla SCIA

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Il disegno di legge sulla riforma della Pubblica Amministrazione giunge alla seconda lettura alla Camera e sia avvicina all’ok finale per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Al suo interno diverse novità di rilievo, dalla riduzione dei blocchi in conferenza di servizi alle semplificazioni sugli adempimenti in edilizia.

Ma in particolare c’è un elemento da analizzare in sintesi con riferimento agli ambiti qui trattati: si tratta proprio della SCIA. Secondo quello che si legge nella relazione tecnica di accompagnamento al testo la segnalazione certificata di inizio attività andrebbe chiarita meglio, insieme al silenzio assenso. “A seguito di successivi interventi normativi che hanno introdotto riferimenti ad ampie materie e a clausole generali – si legge – l’ambito di applicazione è alquanto incerto e, quindi, il funzionamento limitato”.

L’esecutivo è pertanto delegato ad approvare una serie di decreti che dovranno individuare i casi oggetto di SCIA o di silenzio assenso, quelli per i quali serve un’autorizzazione espressa e quelli per i quali è sufficiente una comunicazione preventiva. L’amministrazione, in chiave di trasparenza, sarà tenuta a indicare a cittadini e imprese i tempi entro i quali deve rispondere, pena la formazione del silenzio assenso.

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