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Rinnovabili: i vantaggi dell’eolico

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L’idea che le fonti di energia rinnovabili siano in Italia un mondo ancora sconosciuto è un mito che gli italiani hanno sfatato, dimostrando di conoscere bene il mondo dell’energia eolica, di essere pronti alla sfida rappresentata da questa risorsa rinnovabile, pulita e sempre disponibile e di voler sapere ancora di più sul suo impiego.

L’energia eolica è, infatti, tra le fonti di energia rinnovabile maggiormente conosciuta dagli italiani, l’82% dei quali reclama una maggiore informazione sull’uso e sulle opportunità offerte dalla “risorsa-vento”.
Una necessità condivisa in egual misura su tutto il territorio italiano, dal Nord Ovest fino al Sud e alle Isole.

È quanto emerge dallo studio condotto dall’ISPO per l’ANEV – Associazione Nazionale Energia del Vento – che il presentato Prof. Renato Mannheimer ha presentato al Convegno sull’eolico organizzato dall’ANEV in occasione della Giornata Mondiale del Vento.

Gli italiani mostrano di conoscere e apprezzare gli innumerevoli vantaggi del ricorso a una fonte di energia naturale e pulita come il vento.

In primo luogo il vantaggio a livello ambientale: l’80% degli italiani ritiene, infatti, che l’energia eolica sia davvero rispettosa dell’ambiente.

Una percezione particolarmente presente al Centro (84%) nonostante lo sfruttamento dell’energia eolica sia ancora limitato rispetto al resto d’Italia contribuendo con poco più dell’1% ai 5.163 MW presenti su tutto il territorio nazionale.

Una conferma a questa percezione arriva dai dati presentati dall’ANEV in base ai quali, qualora venisse raggiunto l’obiettivo di crescita previsto per il 2020, verrebbero risparmiate ogni anno 19.250.460 tonnellate di CO2 e 37.770.559 barili di petrolio mentre sarebbe evitata l’immissione nell’aria di 6.334 tonnellate di polveri.

La quasi totalità dei nostri connazionali (87%) riconosce che l’eolico può giocare un ruolo positivo nello sviluppo economico del nostro Paese: gli italiani sono infatti d’accordo sul fatto che può essere strategico puntare sempre di più su un’economia verde.

L’energia eolica può configurarsi come un volano per l’economia locale, in quanto estremamente importante per le ricadute occupazionali: è il 70% degli italiani a pensarlo, con una forte consapevolezza delle opportunità economiche rappresentate dal settore al Nord-Est, sebbene il Nord contribuisca con meno dello 0,3% alla potenza totale installata su tutto il territorio italiano.

In effetti, nel solo primo semestre del 2010 il settore eolico ha impiegato circa 1.000 addetti in più rispetto allo scorso anno arrivando a 25.530 occupati, di cui 7.460 diretti, con una crescita dell’occupazione del 4,5% in un fase economica di forte crisi.

Le Regioni che possono riscontrare in misura maggiore le ricadute positive dell’impiego di energia eolica per l’economia locale sono quelle meridionali, che registrano oggi il maggior numero di aerogeneratori installati (1.040 in Sicilia, seguita da Puglia 951 e Campania 762, per una potenza totale di 3.248 MW su 5163 MW totali) e per le quali si prevede un maggior potenziale di occupati entro il 2020.

In Puglia l’energia eolica potrebbe offrire entro il 2020 un’occupazione a 11.714 addetti (circa il 17% del potenziale occupazionale totale), mentre in Campania e Sicilia si prevedono rispettivamente 8.738 e 7.537 nuovi posti di lavoro.

Il 60% degli italiani, parallelamente all’importanza dell’energia eolica per l’economia locale, riconosce un ruolo strategico al settore nel quadro dell’economia internazionale, poiché a differenza di altre fonti di energia, l’eolica permette di non alimentare i mercati esteri e si configura, per 3 italiani su 4 come una fonte di energia libera da crisi economiche e politiche.

Gli italiani sono dunque pronti alla sfida dell’eolico: l’83% vorrebbe chiedere un maggior uso delle fonti di energia eolica da parte del suo fornitore. Italiani promossi anche per quel che riguarda la conoscenza del meccanismo di incentivazione pubblica che va a premiare l’energia elettrica effettivamente prodotta e distribuita attraverso gli impianti esistenti e non la costruzione di nuovi aerogeneratori.

Fonte: www.anev.org

 

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