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Riportare l’arbitrato sotto il controllo di un organo pubblico

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L’ Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture nell’atto di segnalazione inviato ai Presidenti della Camere e al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Ministri delle Infrastrutture, dell’Economia, dello Sviluppo economico e della Giustizia suggerisce una soluzione: riportare l’arbitrato sotto il controllo di un organo pubblico, allo scopo di rimuovere anomalie e criticità nel sistema degli arbitrati negli appalti pubblici. L’Autorità aveva già rilevato nella Relazione annuale al Parlamento la frequenza delle soccombenze dell’amministrazione nei procedimenti arbitrali ed in particolare negli arbitrati liberi. Da questo le polemiche circa il fatto che l’istituto arbitrale favorisce l’impresa a danno dell’Amministrazione e ha portato il Governo ad inserire nella legge finanziaria 2008 una norma volta a vietare in modo generalizzato il ricorso all’arbitrato nel settore degli appalti.

L’Autorità sostiene al contrario che attribuire alla Camera Arbitrale un potere generalizzato di nomina del terzo arbitro e di determinazione dei compensi dei collegi arbitrali, come era nell’assetto iniziale della “Merloni”, potrebbe offrire garanzie sufficienti sulla neutralità ed imparzialità della costituzione del collegio, sulla possibilità di monitorare l’andamento delle liti e sul necessario contenimento delle spese. L’esclusione della clausola compromissoria per le controversie in tema di contratti pubblici genera infatti molte perplessità in merito alla sostenibilità da parte del mercato, per i tempi della giustizia, eccessivamente lunghi.

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