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Riqualificazione urbana in Piemonte

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La riqualificazione e lo sviluppo del quadrante nord-est dell’area metropolitana torinese è l’argomento del protocollo d’intesa firmato il 20 dicembre dalla Regione Piemonte, rappresentata dal vicepresidente Ugo Cavallera, dalla Provincia di Torino e dai Comuni di Torino, Settimo Torinese, San Mauro e Borgaro.

La porzione di territorio interessata si caratterizza per la collocazione geografica strategica quale via d’accesso locale e transnazionale a Torino.

Essa, però, è stata finora interessata da una progettazione urbanistica e infrastrutturale complessa e piuttosto frammentata, priva di un disegno pianificatorio complessivo.

“Questo protocollo – chiarisce Cavallera – costituisce un primo atto concreto per programmare in modo coerente tutti gli interventi infrastrutturali, le modalità attuative e i contenuti urbanistici delle iniziative tese a coniugare la trasformazione del territorio con un disegno di crescita e di sviluppo economico sostenibile e condiviso.

Si intende così attuare una ridefinizione territoriale complessiva per rivedere in modo coordinato e condiviso il carattere urbano-insediativo, ambientale, commerciale e sociale del quadrante”.

Il documento individua una serie di iniziative la cui realizzazione dovrà essere perseguita in un’ottica di sistema, favorendo l’integrazione fra progetti e attori in un unicum omogeneo.

La pianificazione e la gestione sostenibile intendono aprire nuovi scenari di promozione del territorio, soprattutto dal punto di vista della qualità dell’abitare e della competitività.

Gli interventi previsti riguardano la rete infrastrutturale su gomma e su ferro, gli insediamenti residenziali, il settore commerciale e dei servizi, il settore industriale e la riqualificazione delle aree dismesse, le azioni a tutela dell’ambiente e il potenziamento delle aree verdi.

A livello operativo gli obiettivi dell’accordo saranno perseguiti mediante l’istituzione di un comitato di pilotaggio, composto dagli amministratori degli enti sottoscrittori, che si occuperà di supervisionare l’operato di un comitato tecnico.

Quest’ultimo guiderà la predisposizione del Piano di struttura, ovvero il documento che individua la rete di opere infrastrutturali e ambientali in grado di armonizzare le diverse previsioni urbanistiche dei singoli Comuni.

Fonte: www.regione.piemonte.it

 

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