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Ritardati pagamenti P.A., per l’Ance la Spagna è il modello da seguire

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Ritardati pagamenti P.A.: pagare tutti i debiti pregressi, una priorità per affrontare l’emergenza Prosegue l’incisiva azione dell’Ance sul tema dei ritardi di pagamento della Pubblica Amministrazione. 

In un position paper sottoscritto con le altre associazioni datoriali di settore, l’Ance chiede di definire con urgenza un piano effettivo di pagamento di tutti i debiti pregressi della Pubblica Amministrazione (19 miliardi di euro nel settore delle costruzioni), da concordare con l’Unione Europea come misura una tantum, in modo che non incida sul pareggio di bilancio strutturale come definito dal cosiddetto “Fiscal compact”.

Il documento è sostenuto da un’analisi comparata, realizzata dal Centro Studi, dell’efficacia delle soluzioni adottate in Spagna dove, grazie ad una misura una tantum, 27 miliardi di euro sono stati pagati in pochi mesi alle imprese creditrici della P.A. contro pochi milioni di euro certificati nello stesso lasso di tempo in Italia.

Lo studio dimostra in modo inconfutabile la necessità di concordare con l’Unione Europea un piano di pagamento dei debiti pregressi prima di studiare ogni soluzione tecnica per la risoluzione del problema

Il settore delle costruzioni è, in Italia, uno tra i settori più colpiti dall’inaccettabile fenomeno dei ritardati pagamenti della Pubblica Amministrazione. Un fenomeno che mette a rischio la sopravvivenza delle imprese operanti nel mercato dei lavori pubblici ed estende i suoi effetti devastanti su tutta la filiera, creando i presupposti per l’insolvenza di migliaia di imprese e la perdita di migliaia di posti di lavoro.

Il debito della Pubblica Amministrazione nei confronti delle imprese di costruzione ha raggiunto ormai i 19 miliardi di euro ed il ritardo medio nei pagamenti è di 8 mesi con punte di oltre 3 anni.  Rispetto a questo problema, le soluzioni adottate finora non sono risolutive.  In particolare, la certificazione dei crediti della Pubblica Amministrazione si sta rivelando una soluzione inefficace. I dati ufficiali parlano infatti di pochi milioni di euro di crediti certificati in 5 mesi quando in Spagna, con un meccanismo del tutto simile e nello stesso lasso di tempo, più di 27 miliardi di euro sono stati pagati alle imprese.

Il meccanismo della certificazione, così come è stato concepito in Italia, non si sta dimostrando risolutivo perché ancora sottoposto al rispetto dei vincoli di finanza pubblica prestabiliti. Si continua a mantenere, quindi, una finzione contabile per cui fino a quando non si pagano le imprese il debito non emerge e le aziende falliscono.

Più in generale, tutte le soluzioni tecniche vagliate negli ultimi anni hanno trovato un ostacolo insormontabile nei vincoli di finanza pubblica ed in particolare nel Patto di stabilità interno.  Un Patto che, limitando fortemente la capacità di investimento degli enti locali, rappresenta la prima causa di ritardo nel pagamento alle imprese del settore e blocca circa 5 miliardi di euro di pagamenti per lavori già eseguiti dalle imprese e per i quali gli enti locali dispongono di risorse di cassa.

Per questo motivo, è necessario definire un piano effettivo di pagamento dei debiti pregressi, da concordare con l’Unione Europea come misura una tantum, in modo che non incida sul pareggio di bilancio strutturale come definito dal cosiddetto “Fiscal compact”.

Una tale operazione di verità e trasparenza sul debito pubblico italiano, resa possibile anche dalla recente approvazione, da parte dell’Italia, della legge sul pareggio di bilancio strutturale, è fondamentale per garantire una rapida risoluzione del problema dei ritardati pagamenti della Pubblica Amministrazione. Allo stesso tempo, l’adozione di un piano di smaltimento dei debiti pregressi rappresenta un elemento essenziale per garantire l’effettiva applicazione della nuova direttiva europea sui ritardati pagamenti per i nuovi contratti.

Al fine della risoluzione del problema dei ritardati pagamenti e parallelamente alla definizione del piano di pagamento dei debiti pregressi, occorre infine rivedere le regole del Patto di stabilità interno introducendo una “golden rule” per salvaguardare la componente di investimento nei bilanci delle amministrazioni pubbliche interessate.

Position paper sui ritardati pagamenti

Ance ritardati pagamenti confronto Spagna-Italia

Fonte: Ance

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