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Roma, Piano Casa o Piano delle case abusive?

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L’Associazione Italia Nostra, impegnata nella tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione, denuncia il “Piano Case abusive” del Comune di Roma.

“Con il progetto di legge sulla casa e i recenti emendamenti della maggioranza, l’aggressione al paesaggio è sistematica in quanto ora viene consentito ai costruttori quello che non avevano mai neanche sperato: costruire nelle aree vincolate- fa notare l’associazione – . Non c’è più neanche la scusa dell’emergenza abitativa in quanto si sacrifica il paesaggio per costruire porti turistici, alberghi, impianti sportivi anche nelle zone di maggiore pregio faunistico e ambientale”.

A completare il quadro, secondo Italia Nostra è il nuovo condono: diventa possibile condonare amministrativamente gli abusi edilizi realizzati anche dopo il 31 marzo 2003 (data di scadenza del vecchio condono) e in area vincolata basta che il Comune individui la zona come da sanare urbanisticamente.

Se l’area dove sorge l’abuso fosse vincolata, basta che l’ente tutorio del vincolo rilasci il proprio nulla osta per sanarla.

“Il nuovo condono – aggiunge –  non avrà effetti penali anche perchè con la prescrizione breve, attualmente all’esame del Parlamento, basterebbero ad un incensurato 3 anni per tre gradi di giudizio (anziché 4 e mezzo) per ottenere la prescrizione”.

“Già oggi a Roma circa il 40% dei reati edilizi si estinguono per prescrizione (si parla di 12.315 abusi edilizi sanati)
Questa è la risposta della Polverini alle recenti indagini della magistratura di Roma sulle pratiche di condono edilizie inammissibili poiché fuori termine o in aree vincolate. 12.315 abusi solo a Roma (dati della conferenza stampa dei municipi di centro sinistra) che dovrebbero ora essere per legge acquisiti alla proprietà comunale e demoliti”.

L’associazione denuncia come con la nuova proposta Ciocchetti-Buonasorte gli abusivi, invece, saranno condonati, fra l’altro a basso costo: sanare una casa abusiva nella periferia romana costerà circa il 70% in meno (emendamento n.13 Buonasorte) di quello che sarebbe costato con le norme regionali approvate durante la Giunta Marrazzo (art. 22 l.r. 15/2008).

Infine chiede che tale proposta venga ritirata e che le province facciano valere le proprie competenze in materia di governo del territorio.

Fonte: Italia Nostra

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