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Sblocca Italia al momento decisivo, le novità in materia ambientale

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È il giorno della fiducia definitiva sul Decreto Sblocca Italia: mancano infatti poco più di 10 giorni alla scadenza del termine per convertire il Decreto approvato lo scorso 12 settembre (Decreto Legge 133/2014), il tempo scorre e non ne rimane tanto. Ma quali sono le modifiche intercorse rispetto al testo iniziale dopo oltre un mese di lavoro alacre delle commissioni? Ecco, in rapida sintesi, i cambiamenti effettuati in materia ambientale.

Per tutte le info sul testo base leggi l’articolo Sblocca Italia finalmente in Gazzetta: le novità sulle semplificazioni.

Il comma 1 dell’articolo 7 introduce una serie di modifiche al cd. Codice dell’Ambiente (D.Lgs. 152/2006) in materia di gestione delle risorse idriche al fine, tra l’altro, di prevedere l’obbligatorietà della partecipazione degli enti locali agli enti d’ambito e di garantire che in tutti gli ambiti territoriali il servizio idrico sia affidato a gestori unici. Altre disposizioni contenute nell’articolo 7 riguardano l’utilizzo delle risorse finalizzate alla mitigazione del rischio idrogeologico e la realizzazione degli interventi di adeguamento dei sistemi di collettamento, fognatura e depurazione.

L’articolo 33 prevede l’adozione di interventi di riqualificazione ambientale e urbana in aree territoriali di rilevante interesse nazionale e specifiche disposizione finalizzate a procedere ad interventi di bonifica ambientale e rigenerazione urbana nel comprensorio Bagnoli – Coroglio, al quale viene riconosciuta la caratteristica di area di rilevante interesse nazionale dal decreto.

L’articolo 34 del testo interviene invece in materia di bonifica e messa in sicurezza di siti contaminati. Il seguente articolo 35 contiene, dall’altro lato, una importante sequenza di disposizioni finalizzate alla realizzazione di un sistema adeguato ed integrato di gestione dei rifiuti urbani attraverso l’individuazione della capacità complessiva di trattamento dei rifiuti urbani e assimilati degli impianti di incenerimento esistenti o autorizzati, a livello nazionale, con l’indicazione della capacità di ciascun impianto e gli impianti di incenerimento con recupero energetico di rifiuti urbani e assimilati per coprire il fabbisogno residuo.

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