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Sblocca Italia: cosa cambia per SCIA e permesso di costruire?

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Il Decreto Sblocca Italia, convertito in legge ieri sera al Senato, contiene rilevanti novità in materia di procedure e semplificazioni in edilizia. Sul sito Ediltecnico.it, l’architetto Mario Di Nicola effettua una interessante disamina sui principali punti del “decretone”. Estraiamo un paio di concetti fondamentali dal suo articolo comparso questa mattina proprio sul quotidiano online dei professionisti tecnici (leggi qui la versione integrale): in particolare ci soffermiamo sul permesso di costruire e sulla SCIA.

Permesso di costruire
“La proroga dei termini per l’inizio e l’ultimazione dei lavori – spiega Di Nicola su Ediltecnico – può essere accordata, con provvedimento motivato, per fatti sopravvenuti estranei alla volontà del titolare del permesso, oppure in considerazione della mole dell’opera da realizzare, delle sue particolari caratteristiche tecnico-costruttive, o di difficoltà tecnico-esecutive emerse successivamente all’inizio dei lavori, ovvero quando si tratti di opere pubbliche il cui finanziamento sia previsto in più esercizi finanziari. I termini per il rilascio del permesso di costruire sono raddoppiati di progetti particolarmente complessi secondo la motivata risoluzione del responsabile del procedimento”.

Segnalazione certificata inizio attività
“La SCIA entra a pieno titolo nel Testo Unico per l’edilizia – prosegue Di Nicola -, di cui al d.P.R. n. 380 del 2001. Inoltre con la segnalazione certificata d’inizio attività, da comunicare a fine lavori con attestazione del professionista, si possono effettuare le varianti a permessi di costruire che non configurano una variazione essenziale, a condizione che siano conformi alle prescrizioni urbanistico-edilizie e siano attuate dopo l’acquisizione degli eventuali atti di assenso prescritti dalla normativa sui vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali, di tutela del patrimonio storico, artistico ed archeologico e dalle altre normative di settore”.

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