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Sblocca Italia inadeguato: il parere degli edili sul provvedimento

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Il Decreto Sblocca Italia è ancora nel congelatore: approvato esattamente due settimane fa in Consiglio dei ministri, il testo è poi andato incontro a diverse piccole modifiche e limature. Un ritardo tra l’approvazione e la reale pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale che non parrebbe avere precedenti e che starebbe provocando malumori tra gli stessi parlamentari della maggioranza. Al momento non si comprende bene quando sarà firmato dal Presidente della Repubblica per l’approvazione finale (le ultime notizie davano il provvedimento in fase di bolli natura, atto propedeutico all’invio al Quirinale).

Nell’attesa di vedere la nascita del Decreto Sblocca Italia, cerchiamo di comprendere che opinione hanno del provvedimento i sindacati edili: Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil si sono infatti riunite ieri a Roma per l’Assemblea Nazionale dei lavoratori dell’edilizia, e tra i temi all’ordine del giorno si è affrontato anche quello inerente al contenuto dello Sblocca Italia.

Gli edili hanno espresso valutazioni alterne sul Decreto: tra gli aspetti positivi emergono sicuramente le misure relative alla rottamazione e permuta di immobili a bassa prestazione energetica, finalizzata ad aggredire il problema della riqualificazione energetica di interi stabili. Ma anche il bonus fiscale del 20% per chi acquista dal costruttore un’abitazione nuova o ristrutturata, a patto che la stessa venga destinata per otto anni ad affitto a canone concordato. Buona ricezione da parte di sindacati che rappresentano il comparto edile anche per la misura relativa esonero dalla TASI per quelle “comunità di cittadini, associazioni no profit e rappresentanze economiche che presentano un progetto di riqualificazione che consiste nella pulizia, nella manutenzione e nell’abbellimento delle aree urbane.

Ma le note dolenti non mancano ed anzi probabilmente sono prevalenti: Il Decreto Sblocca Italia, così come emerso dalle bozze, sarebbe complessivamente “inadeguato” secondo gli edili:  In primo luogo sarebbero troppo scarse le risorse (per il 2015 sono previsti meno di 300 milioni). Critiche si sono inoltre affollate sulla mancanza di progetti organici di riqualificazione urbana.

In seconda istanza, ad eccezione delle pochissime opere sbloccate con le norme di semplificazione, di fatto tutte le altre opere (con vincoli di cantierizzazione molto stretti ed improrogabili) rischiano concretamente di non vedere la luce. Per non parlare dell’eliminazione dal testo del Decreto di una delle misure simbolo del provvedimento: il Regolamento edilizio unico, idoneo a creare omogeneità nelle norme tecniche edilizie in tutti gli 8mila Comuni italiani, è infatti saltato all’ultimo momento.  

A cura di Marco Brezza

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