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Scia, 30 giorni per i controlli

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A margine della conferenza stampa del 9 febbraio scorso, in cui è stato presentato il piano di rilancio della competitività e dello sviluppo, il Ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli ha presentato una serie di misure riguardanti il settore dell’edilizia e dei lavori pubblici.

Fra queste segnaliamo un piano per la riqualificazione delle città che prevede la riapertura dell’intesa stato-regioni, siglata il 1° aprile 2009 (piano casa 2), e la bozza di un decreto legge riguardante la Scia.

Il testo si propone di sostituire alla Dia la Scia per consentire l’avvio dei lavori nello stesso giorno della presentazione dell’istanza.

Per raggiungere tale obiettivo, riduce a 30 giorni i margini per gli accertamenti. Dall’entrata in vigore, manovra estiva 2010, le incertezze degli addetti ai lavori sulla Scia, infatti, non consentivano l’avvio del cantiere nello stesso giorno della presentazione della domanda all’amministrazione locale.

Quest’ultima poteva adottare provvedimenti di divieto e rimozione degli effetti dannosi entro 60 giorni dal ricevimento della segnalazione. Di conseguenza si aspettavano i 60 giorni, dopo i quali far valere la regola del silenzio-assenso, raddoppiando però i tempi di attesa e aggravando le procedure.

Secondo il nuovo decreto la sostituzione non sarebbe automatica per la Super-Dia alla quale  fanno capo a gli interventi come ristrutturazioni con modifica del volume e della sagoma, nuove costruzioni e ristrutturazioni urbanistiche.

Nel caso di un vincolo ambientale, paesaggistico o culturale, sarebbe possibile utilizzare la Scia solo allegando il parere positivo della Soprintendenza. La Scia non potrebbe, infatti, sostituire i nulla osta delle amministrazioni preposte alla tutela del vincolo, ma dovrebbe accompagnarsi a questi.

La sostituzione automatica non potrebbe operare neanche nelle leggi regionali che hanno stabilito il ricorso alla Dia in alternativa al permesso di costruire per alcuni interventi.

Novità potrebbero arrivare anche per il responsabile dello sportello unico edilizia che potrebbe assumere funzioni di commissario ad acta.

Inoltre verrebbe ammesso il permesso di costruire in deroga anche per il cambio delle destinazioni d’uso.

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