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Servizi pubblici locali: approvato il Regolamento

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In futuro non sarà più possibile per gli Enti locali gestire “in house” la raccolta dei rifiuti, il trasporto pubblico e l’acqua, ma la gestione – separata dalla proprietà – sarà soggetta a gara.

In vista della scadenza al 31 dicembre 2011 delle cosiddette gestioni in house dei servizi pubblici locali, il Consiglio dei ministri del 22 luglio 2010 ha approvato in via definitiva il Regolamento di attuazione dell’art.23 bis del decreto legge 112/2008 convertito in legge n.133/2008.

Il Regolamento stabilisce le modalità di gara e la incompatibilità tra amministratori e consiglieri cda delle società. Prevista inoltre entro l’anno l’istituzione di una autorità “terza” per la regolazione delle tariffe.

Con questo provvedimento si porta a compimento la riforma dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, tra i quali rientra la raccolta dei rifiuti, il trasporto pubblico locale e la gestione delle risorse idriche. Restano esclusi i servizi sull’energia elettrica e il gas in quanto già regolamentati da specifiche norme.

Il regolamento – come si legge nel comunicato del Consiglio dei Ministri – mira ad impedire l’acquisizione di ingiustificate posizioni di vantaggio nel delicato e strategico settore dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, con la finalità di favorire la più ampia diffusione dei principi di concorrenza, di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi per tutti gli operatori economici interessati, nonché di garantire il diritto di tutti gli utenti all’universalità ed accessibilità dei servizi pubblici locali ed ai livelli essenziali delle prestazioni, assicurando un adeguato sistema di tutela degli utenti.

Competizione e divisione tra proprietà e gestione sono le parole chiave per capire la riforma come ha spiegato il ministro Fitto in una conferenza stampa tenuta il 22 luglio al termine del Consiglio dei Ministri.

Il regolamento – ha detto il ministro – fissa regole chiare per lo svolgimento delle gare, affinchè queste consentano in modo trasparente di selezionare il gestore più efficiente in grado di offrire tariffe più basse.

Perchè le gare e i rapporti tra ente affidante e soggetto gestore siano chiari e trasparenti, il regolamento introduce motivi di incompatibilità per chi ricopre o ha ricoperto funzioni di amministratore nell’ente affidante vietando a costoro di occuparsi della gestione del servizio.

Fitto ha sottolineato l’importanza della riforma e l’ha definita anche una risposta alle critiche e alle strumentalizzazioni, in particolare sulla paventata privatizzazione dell’acqua. Inoltre, ha aggiunto il ministro “per la prima volta il governo affronta in modo organico la gestione dei servizi pubblici locali”.

Sul provvedimento sono stati acquisiti i pareri della Conferenza unificata, del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari.

Testo del Regolamento

Allegati del Regolamento

Dossier Riforma servizi pubblici locali di rilevanza economica

Fonte: Governo

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