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Sicurezza, in Emilia Romagna infortuni in calo del 13%

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È il settore delle Costruzioni quello che riporta il maggior numero di infortuni per il 2009 con 9.510 casi denunciati, seguito da Trasporti, 7.567, Industria dei metalli, 5.071 e Industria meccanica, 4.483.

Sono alcuni dei dati contenuti nel rapporto regionale 2009 dell’Inail, presentato ieri a Bologna. Il quadro disegnato è nel complesso positivo, con una situazione che si presenta in miglioramento rispetto all’anno precedente e anche rispetto al dato nazionale, in cui la diminuzione degli infortuni si ferma al 9,7% (e nel Nord-Est al -12,8%) e anche per gli incidenti mortali è più contenuta diminuzione più contenuta (-6,7%).

Nell’occasione l’Inail ha presentato per la prima volta anche uno studio sulle “mappe di rischio” degli infortuni e delle malattie professionali, l’analisi del rischio lavorativo nei singoli settori di attività e sui diversi territori provinciali: uno strumento che mette a disposizione di chi opera nella prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali indicatori utili per definire priorità e ambiti di intervento.

Confrontando i dati con quelli dell’anno precedente, emerge che nel 2008 la diminuzione degli incidenti della  è stato pari al -5,3% rispetto al 2007. E quindi, sottolinea l’Inail, nonostante il
2009 sia stato un anno fortemente connotato dalla crisi, con conseguente calo dell’occupazione (- 1,2%), il calo del 13,1%, deve ritenersi positivo.

Per quanto riguarda gli incidenti mortali, sul totale dei 93 casi, quelli  su strada in occasione di lavoro sono stati 40, mentre quelli sul tragitto casa-lavoro e lavoro-casa (“in itinere”), sono stati 23. Rispetto al 2008 sono calati sia quelli mortali stradali (da 43 a 30 del 2009), sia gli itinere (da 28 a 23 del 2009). Nonostante il decremento degli infortuni mortali dovuti alla circolazione stradale, rimane comunque alta la loro incidenza sul totale.

Tutti i settori evidenziano un trend in diminuzione per i casi mortali, in particolare Industria e Servizi (da 99 a 75), le Industrie manifatturiere (da 28 a 15) , l’industria dei Metalli (da 11 a 5 ) e le Costruzioni (da 20 a 18).

A livello locale il calo delle morti bianche si è verificato nella provincia di Ferrara (-13), Piacenza e Reggio Emilia (entrambe -4 casi in meno). In controtendenza la provincia di Modena con due casi in più (14 nel 2008 e 16 casi nel 2009).

Il rapporto ha anche preso in considerazione la presenza di lavoratori stranieri in regione, in costante calo dal 2005, ma che tra il 2008 e il 2009 ha subito una battuta d’arresto attestandosi su un modesto + 0,3% a livello regionale e +1,1% a livello nazionale. Parallelamente, nel 2009, per la prima volta, si inverte il trend relativo agli infortuni denunciati occorsi a lavoratori stranieri che era stato in costante ascesa fino al 2008.

In controtendenza rispetto al trend degli infortuni in Emilia-Romagna, è quello delle malattie professionali: il numero complessivo di denunce è stato di 4.919 con un aumento quasi dell’11%.

A questo proposito l’inail sottolinea che però l’aumento è l’effetto dell’attività di promozione dell’emersione del fenomeno. Le malattie professionali in Emilia-Romagna rappresentano il 14,2% di quelle denunciate a livello nazionale. Le più frequenti sono le tendiniti, le affezioni ai dischi intervertebrali, la sindrome del tunnel carpale e le riduzioni dell’udito.

Fonte: www.regione.emilia.romagna.it

 

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