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Spazi verdi urbani: visioni per migliorare la disciplina

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La legge 14 gennaio 2013, n. 10 recante rubrica “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” ha contribuito a dare una nuova interpretazione al concetto di verde urbano che non può essere più solo quello classico limitato ai giardini e ai parchi. Ad affermarlo è Andrea Sisti, presidente del Conaf e componente del Comitato per lo sviluppo del verde pubblico intervenendo agli Stati generali del verde urbano a Roma organizzati dal Ministero dell’Ambiente e da Ispra: “Oggi ci dobbiamo confrontare su uno spazio illimitato che è quello in cui l’urbanizzazione ha frammentato la campagna con costruzioni e infrastrutture – prosegue Sisti – creando una vera e propria agronomia urbana”.

Il Comitato per lo sviluppo del verde pubblico è l’organo istituzionale che, nell’ambito del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ha il compito di dare attuazione alla legge italiana n. 10/2013, intitolata “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”. “Per la prima volta una legge, la 10 – ha aggiunto Sisti nel suo intervento – richiama l’attenzione su temi come consumo di suolo, sostenibilità ambientale e vede oltre il semplice spazio verde regolamentato con norme comunali. In questo contesto diventa fondamentale la progettazione multidisciplinare tra le professioni e il ruolo dei professionisti non solo in senso tradizionale ma anche e soprattutto nell’ambito dell’innovazione. Un percorso – ha concluso – che deve necessariamente passare dalla revisione della formazione universitaria rispetto a questi temi”.

Gli Stati generali hanno visto anche la partecipazione del Consiglio dell’ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali.

“Il nostro verde, anche quello urbano, contribuisce a definire il bilancio dei gas serra emessi a livello nazionale”, ha evidenziato il ministro dell’Ambiente Galletti nel corso del suo intervento. “Per dare un’idea, le aree verdi cittadine hanno la capacità di assorbire sino a 12 milioni di tonnellate annue di anidride carbonica, quasi il 3 per cento delle emissioni totali, con intuitivi effetti sul fattore di rischio, in particolare, cardiovascolare, che risente dell’esposizione prolungata alle polveri sottili. Ne troviamo conferma chiara anche nella legge n. 10/2013, che istituzionalizzando la “Giornata nazionale degli alberi”, precisa che l’obiettivo è proprio attuare il protocollo di Kyoto, nel quale come noto si riconosce al patrimonio arboreo e arbustivo un ruolo essenziale nel “miglioramento della qualità dell’aria”.

Per ottenere una presenza più funzionale sul territorio italiano, è necessario un braccio operativo alla legge 10 sulle norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani. Questo in sintesi il messaggio emerso in apertura degli Stati Generali del Verde urbano in programma fino ad oggi. “La legge 10/2013 dopo due anni e mezzo di applicazione – ha sottolineato Massimiliano Atelli, presidente del Comitato per lo sviluppo del verde pubblico istituito dal Ministero dell’Ambiente – è oggi al suo primo tagliando. Un bilancio positivo – ha aggiunto Atelli -; molte cose sono state già fatte; ma c’è ancora da fare. Servono nuove risorse per dotare il Comitato del verde di un braccio operativo in grado di intervenire sul territorio, oggi del Corpo Forestale dello Stato e domani con l’Arma dei Carabinieri, attraverso dei protocolli d’intesa operativi e rendere attuativo il lavoro portato avanti dal Comitato”.

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