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Piano Casa Lazio, oltre 9.000 pratiche edilizie
Secondo i dati di Ance Lazio i permessi di costruire incidono per il 25,5% sulle nuove costruzioni

“I risultati del Piano Casa, che ha portato fino al 1° dicembre del 2012 alla presentazione di più di 9.000 pratiche per 930 milioni di euro di investimenti, costituiscono un contributo importante in termini produttivi in un periodo quanto mai buio per il nostro settore”. Così il presidente di Ance Lazio, Stefano Petrucci, commenta i dati presentati oggi dal Cresme sull’impatto del Piano Casa (legge 21/2009, modificata dalle leggi n. 10 e 12 del 2011).

“Si tratta di un traguardo assolutamente rilevante – prosegue Petrucci -. Le modifiche apportate dalla giunta Polverini alla legge del 2009, approvata dalla precedente giunta Marrazzo e rimasta di fatto inapplicata, hanno consentito di rimettere in moto il mercato. Le nuove norme infatti hanno inciso su tutti i fronti di maggiore criticità, dalla possibilità di utilizzare gli incentivi di cubatura per gli ampliamenti edilizi anche nelle aree agricole all’aumento delle premialità in caso di  demolizione e ricostruzione, i cambi di destinazione d’uso degli edifici dimessi, fino ad importanti interventi di semplificazione procedurale”.  Ne è conseguito il raggiungimento di risultati importanti. “Secondo le ultime stime fornite dal Cresme, l’impatto del Piano Casa sull’edilizia laziale è notevole: i permessi di costruire incidono per il 25,5% sulle nuove costruzioni, mentre i soli ampliamenti rappresentano un quarto dei volumi ultimati per la nuova produzione edilizia”, precisa Petrucci.

Dati alla mano, i permessi a costruire possono attivare la costruzione di 3.800 abitazioni, che rappresentano il 25,5% delle 14.927 abitazioni realizzate lo scorso anno; mentre le 8.096 Dia presentate al 1 dicembre 2012 per gli interventi di ampliamento (l’89% delle  quali è stato già autorizzato e il 69% delle quali già cantierizzato) prevedono di sviluppare  interventi pari a 1,32 milioni di metri cubi, pari al 25,2% dei 5,24 milioni di metri cubi ultimati nel 2012. Al momento sono stati autorizzati 1,17 metri cubi.

“È per questo che crediamo che le novità introdotte dalla passata amministrazione vadano salvaguardate. In particolare, l’avviato processo di semplificazione delle procedure amministrative e la facilitazione sul piano decisionale da parte dei diversi enti territoriali possono favorire nuovi investimenti, dando maggiori certezze agli operatori economici. Egualmente in una situazione di crisi drammatica per il settore, gli interventi di ampliamento e i permessi di costruire possono rilanciare gli interventi nella capitale come negli altri capoluoghi e comuni, avviando un processo di riqualificazione che non va ad incidere sulle aree tutelate” conclude il presidente di Ance Lazio.

Fonte: Ance Lazio


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